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Affitto 2018: come risparmiare attraverso le agevolazioni previste

AGEVOLAZIONI FISCALI RISERVATE A CHI AFFITTA O PRENDE IN AFFITTO UN IMMOBILE

Se rientri nella schiera di coloro che affittano o prendono in affitto casa e dunque sei tipicamente un inquilino (il conduttore) o un proprietario di immobile (il locatore del classico contratto di locazione), sarai sollevato nel sapere che il nostro sistema governativo prevede alcune agevolazioni per gli affitti di casa.

Grazie a questo articolo potrai scoprire quali sono i benefici fiscali riservati alle parti di un contratto di locazione (locatore e conduttore) per far fronte a questa spesa.

CEDOLARE SECCA E DETRAZIONI D’AFFITTO

Nel primo caso, il proprietario della casa in locazione può avvalersi dell’applicazione della cedolare secca attraverso cui è possibile ridurre l’importo delle tasse dovute sul reddito derivante dalla stessa locazione.

Per chi invece prende l’appartamento in affitto è possibile portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi una parte del canone pattuito da contratto.

Infine un’eccezione è rappresentata dai contratti d’affitto riservati agli studenti fuorisede, ai quali il Fisco riserva specifiche agevolazioni che ti consigliamo di leggere in questo articolo.

DI QUALI DETRAZIONI D’AFFITTO È POSSIBILE AVVALERSI

Per ciascuna tipologia di spesa legata all’affitto, sono previste diverse detrazioni il cui importo è differente e varia in base al reddito complessivo del contribuente (inquilino) intestatario del contratto di locazione.

Per l’affitto dell’abitazione principale la detrazione prevista è:

  • Pari a 300€ per un reddito complessivo non superiore a 15.493,71€
  • Pari a 150€ nel caso di redditi superiori a 15.493,71€

Chi ha preso casa in affitto con contratto a cedolare secca potrà detrarre un massimo di 495,80€ all’anno, che si riducono a 247,90€ per i redditi compresi tra i 15.493 e i 30.987€.

Per i giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni è inoltre possibile risparmiare ulteriormente per i primi tre anni dalla stipula del contratto di locazione, come?

In questo caso è prevista una detrazione molto vantaggiosa pari a 991,60€ valida anche per i lavoratori fuori sede che hanno trasferito la propria residenza. Tale importo si riduce a 495,80€ per i redditi compresi tra 15493,72 e 30987,41€.

AFFITTO TROPPO ALTO? CHIEDI IL CONTRIBUTO AL COMUNE

Qualora la tua spesa per il pagamento del canone d’affitto risulti troppo dispendiosa a causa della riduzione o della perdita di reddito per alcune specifiche ragioni contenute in questo elenco dettagliato, è possibile far richiesta di un particolare aiuto di Stato, chiamato contributo comunale integrativo rispetto al canone di locazione.

L’importo del contributo, qualora il richiedente possieda tutti i requisiti previsti per ottenerlo, viene erogato considerando la differenza tra i propri redditi e l’importo dell’affitto. 

RISPARMIARE APPLICANDO LA CEDOLARE SECCA

Ad oggi l’unica agevolazione fiscale prevista per i proprietari che danno il proprio immobile in locazione è la cedolare secca al 10% o al 21%.

La cedolare secca è l’imposta opzionale con cui il locatore sceglie di essere tassato nel momento in cui viene stipulato il contratto di locazione tra le parti e che permette (quasi sempre) di risparmiare sulle imposte dovute per il reddito derivante da locazione.

Si tratta di una tassazione sostitutiva rispetto alle ordinarie aliquote Irpef, alle addizionali e all’imposta di bollo e di registro dovute sul contratto di affitto.

Infine la cedolare può essere stabilita con due diverse aliquote: quella al 10% se il contratto è a canone concordato o al 21% (se il contratto è a canone libero e dunque nella tipica formula del “4+4”, con riferimento alla durata);

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