Presentazione telematica della dichiarazione dei redditi: scadenze e proroghe!

Attenzione oggi SAREBBE la data di scadenza per la presentazione telematica delle dichiarazioni dei redditi. Ma…

In realtà la scadenza di presentazione è slittata al 31 ottobre 2017. Sebbene a qualcuno questa notizia possa far tirare un sospiro di sollievo non è affatto da considerarsi confortante.

La domanda che sorge spontanea quindi è: perché mai dovrebbe essere scoraggiante avere qualche giorno in più per adempiere ai propri doveri fiscali?

Semplice, perché la proroga-regalo in realtà è ormai quasi una costante, tanto da creare una continua incertezza sugli appuntamenti con il fisco. Nel 2017 per esempio, ad oggi, sono state concesse 19 proroghe sui termini originariamente stabiliti per gli adempimenti fiscali.

Da un lato, a parziale discolpa dell’amministrazione fiscale, va detto che diverse proroghe sono anche frutto delle tante novità fiscali introdotte dal 2017, come il nuovo spesometro, la comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva e la rottamazione delle cartelle. Dall’altro lato tuttavia, le richieste di prorghe sono sempre state originate dalla difficoltà di districarsi in un sistema fiscale molto complesso, che i nuovi adempimenti non hanno certamente provveduto ad alleggerire.

Infatti nonostante la sbandierata ricerca della semplificazione fiscale promossa dalla politica, il nostro sistema rimane uno dei più complicati al mondo. In Italia in media un sono necessarie 240 ore da dedicate all’anno al solo compimento degli adempienti fiscali, contro le poco più di 139 necessarie ai cittadini francesi, e le 152 agli spagnoli. Peggio dell’Italia in Europa si classificano solo Polonia, Ungheria e Portogallo (fonte: woldbank).  Il quadro peggiora addirittura se si guardano le classifiche stilate da TMF tramite la determinazione di un financial Complexity index che tenesse conto di tutte le complicazioni del sistema fiscale, del tempo necessario per gli adempimenti e della rischiosità derivante dalla mancata compliance. In questo caso l’Italia in Europa, per il 2016 ottiene il primato assoluto.

Se in un sistema già particolarmente complesso poi le proroghe a volte arrivano addirittura dopo la scadenza del termine, la confusione che si può creare tra i professionisti non contribuisce sicuramente alla fiducia del contribuente, che si sente avvisato in ritardo e non sa spesso a chi attribuire la colpa. Se ciò non bastasse, anche la comunicazione che ruota intorno alle proroghe contribuisce ad aumentare la confusione: le numerose fonti online presentano speculazioni e stime che possono rivelarsi fuorvianti, mentre i rinvii stessi vengono infatti anticipati con dei “comunicati – legge”, che non rispettano l’iter classico di una norma.

Un riordino del calendario fiscale è stato più volte al centro di discussioni, ed è un’assoluta necessità, ma ad oggi la situazione pare assolutamente invariata, con l’aggravante eccezionale di questo 2017. L’incertezza sulle scadenze, e le continue novità, appesantiscono o complicano la vita al contribuente, incrementando le probabilità di errore. Un panorama in cui l’immagine tanto auspicata di “fisco amico e semplice” è ancora molto lontana.

Online la guida con tutte le spese mediche-sanitarie detraibili!

Capire di fisco, tasse e detrazioni non è una cosa semplice soprattutto quando non si ha confidenza con la materia fiscale (il caso della maggior parte di noi italiani). Fortunatamente in giro esistono specifiche guide che possono aiutarti a capire, così come fa EasyTax Assistant. L’Agenzia delle Entrate ha appena messo online una guida utile a sciogliere i numerosi dubbi sui possibili sconti per le spese sanitarie fruibili al momento della dichiarazione dei redditi. Spese sanitarie che vanno dalle prestazioni chirurgiche ai costi sostenuti per comprare dei farmaci.

La guida online da consultare per conoscere gli sconti per le spese sanitarie è presente nella sezione “L’Agenzia informa” del sito ufficiale della stessa Agenzia. Più esattamente per trovare la guida devi seguire il percorso: L’Agenzia > L’Agenzia comunica > Prodotti editoriali > Guide fiscali. Una guida attentamente studiata per assicurare un facile accesso alle notizie sugli argomenti del fisco più importanti per i contribuenti.

Una guida online di grande interesse per i contribuenti italiani anche perché, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate, le spese mediche attualmente sono il tipo di sconto più richiesto tra le numerose deduzioni e detrazioni previste dalla normativa italiana. Infatti, l’Agenzia delle Entrate, per l’anno d’imposta 2016, ha pre inserito nelle dichiarazioni dei redditi precompilate circa 700 milioni di documenti fiscali relativi alle spese mediche (es. fatture per visite specialistiche e scontrini per acquisto farmaci).

Nel dettaglio troverai un manuale completo di tutte le informazioni relative alle spese sanitarie che puoi detrarre, dalle più comuni a quelle decisamente meno conosciute. Nella guida potrai trovare informazioni anche sulle spese fatte per trattamenti chiroterapici oppure sui costi sostenuti per acquistare particolari dispositivi medici. Inoltre la guida online tra le tante cose chiarisce anche come i costi sanitari sostenuti all’estero hanno uguale trattamento rispetto alle spese mediche effettuate nel nostro Paese.

Nella guida online dell’Agenzia delle Entrate dedicata alle spese mediche un capitolo a parte è destinato ai costi sostenuti per familiari con patologie esenti, spese detraibili anche quando il familiare in questione non è a carico fiscalmente. Nell’ultima sezione viene dato spazio alle notizie sui soggetti con disabilità, illustrando come dal reddito totale possano essere dedotti i costi sanitari generici e le spese sostenute per assistenza in particolari casi di invalidità grave o permanente.

Per ciascuna spesa medica nella guida sono elencati i documenti che devi mostrare all’intermediario incaricato all’invio della tua dichiarazione dei redditi e che devi ben conservare per eventuali controlli disposti dall’Agenzia delle Entrate. Una guida pratica e semplice da consultare, realizzata proprio per dare opportune informazioni su spese molto comuni come quelle mediche.

Un piccolo passo in avanti verso la #SemplificazioneFiscale!

DOVE SIAMO OGGI – Italia il paese con la gestione fiscale più complicata al mondo!

Il sistema fiscale italiano è estremamente complicato e questo è un dato di fatto confermato non solo dalla nascita di EasyTax Assistant ma anche dagli enormi numeri di scadenze, documenti inviati, operazioni da effettuare e media di ore per pagare le tasse.

SCADENZE DEL MESE
Le vacanze non sono mai state una cosa così agognata come in Italia. Perché se è quello il momento di ridurre lo stress, ci sono tantissime scadenze accumulate prima della fine di luglio. Infatti, il totale delle scadenze da rispettare da qui in questo mese sono ben 187, un numero davvero incredibile per il lavoro di una sola persona, e abbiamo passato appena la metà dell’anno. Nella lunga lista di scadenze si rientra con il modello del 730, che andava presentato entro il 24 luglio, attraverso i CAF locali oppure inviato in versione precompilata online, operazione che al momento hanno scelto poco più di due milioni di italiani.
Una scadenza piuttosto vicina che per la fretta potrebbe aver portato a qualche errore. Ma nessun problema, perché eventuali errori potranno essere segnalati e corretti successivamente in un modello di 730 integrativo, quest’altro però da presentare in un centro di assistenza o direttamente al commercialista.

ULTERIORI COMPLICAZIONI
Se le scadenze sono una nota decisamente dolente del nostro panorama fiscale, l’iter legislativo non rende certo più facili le cose. Anzi, ogni giorno escono nuove leggi che complicano il lavoro dei commercialisti. Quest’anno, sono stati infatti introdotti altri 50 codici tributari, che sommati a quelli già presenti alla fine del 2016 arrivano a un totale di trecentocinquanta.

LA LETTERA DEL PRESIDENTE DEI COMMERCIALISTI
Che il sistema fiscale italiano sia troppo complicato è un fatto di cui tutti se ne sono accorti e che suscita proteste da molte parti, ma soprattutto che ha un effetto negativo in termini economici, di tempo spese ed energie sulle spalle di tutti noi italiani. Prendiamo ad esempio la voce di protesta e ammonimento contro il fisco italiano da parte del Presidente dei Commercialisti. Il Presidente ha inviato una lettera al Direttore dell’Agenzia delle Entrate sottolineando che il sistema va semplificato (ti basti pensare che servono ben 240 ore l’anno per pagare le tasse in Italia, contro le 155 della media europea).

QUALCHE NUMERO
A confermare la complessità del nostro sistema intervengono delle indagini internazionali. Secondo il Financial Complexity Index del 2017, per la complicazione fiscale l’Italia è numero uno in Europa e terza nel mondo, appena dopo Turchia e Brasile.
Ma non è solo questo il dato che conferma la situazione: basti pensare alla crescita del numero di documenti inviati al fisco nell’ultimo bimestre. Si è passati da 177 milioni di documenti inviati entro la fine del 2016 nell’arco dell’anno a be 200 milioni a metà luglio, un numero destinato quindi a crescere, si stima intorno ai 300 milioni.

Questa è la foto del nostro modello fiscale oggi. Eppure possiamo prendere questo dato come spunto positivo di riflessione: c’è tantissimo da fare e moltissimi aspetti, processi che devono essere migliorati.

EasyTax Assistant nasce per questo: dare una nuova voce ai contribuenti e per proporre un nuovo approccio alla fiscalità basato sulla Semplificazione Fiscale!

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FAI GIRARE – Se sei nato a partire dagli anni 80 il riscatto dei tuoi anni di laurea è gratuito: ecco come funzionerà!

È notizia recente quella secondo la quale alcune generazioni di laureati avrebbero la possibilità di riscattare gli anni della laurea gratuitamente. La proposta del sottosegretario all’economia Pierpaolo Barretta è chiara: consentire a chi si iscrive all’università dal prossimo anno di poter godere di un’agevolazione notevole dal punto di vista dell’accantonamento pensionistico. Di sicuro, abbiamo a che fare con un’apertura degna di nota da parte del governo che permetterebbe ai Millennials di vedersi riconosciuti contributi cosiddetti figurativi che corrisponderanno al periodo in cui hanno frequentato i corsi universitari. Le novità, però, non sono finite qui. La proposta, infatti, potrebbe estendersi anche a tutti coloro che sono nati dopo il 1980. In pratica, si tratterebbe di una legge retroattiva di cui potrebbero beneficiare tutti gli studenti o ex studenti rigorosamente non fuori corso.

Questa contribuzione, come anticipato, sarebbe interamente gratuita e riguarderebbe tutti gli studenti universitari che riescono a concludere il proprio percorso nel tempo stabilito. Alla base di questa decisione c’è il fatto che il governo si è reso conto che chi è nato dopo il 1980 si trova a dover fare i conti con una carriera a dir poco discontinua che non garantisce affatto la possibilità di accantonare quanto necessario per raggiungere una pensione dignitosa. Ovviamente, come già detto, questa misura sarebbe su base meritocratica: a poterne beneficiare sarebbero solo coloro che hanno concluso il proprio corso di studio regolarmente. Ciò vuol dire, quindi, che chi era o sarà fuori corso, non potrà beneficiare di questa interessante agevolazione. Per adesso, comunque, si tratta solo di una proposta che deve essere valutata con molta attenzione. In prima battuta, ci sarà da capire quanto potrebbe costare alle casse dello Stato una simile misura. Adesso, la proposta è al vaglio del Ministero del tesoro e gli addetti ai lavori sono già alle prese con i conti per capire se si tratta di una legge sostenibile o se, al contrario, sarà necessario intraprendere un altro percorso. Stando alle prime indiscrezioni, pare che si tratti di una proposta di certo non meno onerosa di altre strade che si dovrebbero intraprendere per riuscire a garantire la pensione ai cosiddetti Millennials. In alternativa a questa proposta ci sarebbe quella di un versamento solo parziale da parte dello Stato. In pratica, lo Stato dovrebbe versare solo una quota del cosiddetto riscatto. L’altra parte, pertanto, rimarrebbe a carico dei laureati.

Ad essere importante, in ogni caso, è il fatto che il Governo abbia deciso di farsi carico di uno dei più grandi problemi che affliggono le nuove generazioni. Quella del posto fisso è ormai una chimera e gli accantonamenti a cui si era abituati fino a qualche decennio fa sono solo un ricordo. A questo punto, non resta altro da fare che attendere e sperare che il Governo riesca a trovare le coperture grazie alle quali riuscire a intraprendere questo percorso che, allo stato dei fatti, potrebbe anche rappresentare un incentivo ad iscriversi all’università. I giovani, infatti, potrebbero decidere di frequentare l’università con la consapevolezza che i tre o i cinque anni che passeranno sui banchi gli verranno riconosciuti ai fini pensionistici. Come è facile intuire, questa proposta rientra in un ragionamento molto più ampio che ha ad oggetto la riforma del tanto criticato sistema pensionistico. Quello delle pensioni è un argomento a dir poco scottante che vede le parti politiche in contrasto in merito a varie tematiche. Ad essere al centro dell’azione politica e dell’agenda del Governo è proprio l’aspettativa di lavoro dei giovani e giovanissimi che, purtroppo, fanno sempre più fatica a trovare una collocazione e, di conseguenza, non alimentano il sistema pensionistico che potrebbe rischiare l’implosione.

A tale riguardo, dall’INPS sono arrivate numerose rassicurazioni. Il sistema pensionistico italiano è solido e, nonostante le difficoltà che sta affrontando il nostro paese, pare che sia in grado di continuare a funzionare senza alcun genere di problema. Il fatto che, però, si stia pensando di agevolare i Millennials significa che è opportuno dare seguito a cambiamenti capaci di ammortizzare eventuali squilibri futuri. I laureati e tutti coloro che intendono iscriversi all’Università non possono che dirsi soddisfatti di una simile iniziativa che legittimerebbe ancor di più il loro percorso di studi e gli darebbe un valore aggiunto non indifferente, non solo sotto il profilo esclusivamente accademico. A questo punto, non resta altro da fare che attendere e sperare che nelle prossime settimane possa arrivare quella conferma che tutti aspettano. Nel caso, tutti i nati dopo il 1980 che hanno concluso il loro percorso di studi entro il termine stabilito non dovranno fare altro che procedere con il riscatto. Resta da capire se si tratterà di un riscatto totalmente gratuito o se, invece, ci sarà da sostenere una spesa che dovrebbe corrispondere, in linea di massima, alla metà della quota necessaria per dare seguito al procedimento in questione. Una cosa è certa: questa misura non rappresenterà di certo un’ancora di salvataggio per le neo-matricole né, tanto meno, per i giovani già laureati. Ad ogni modo, si tratta di un segnale molto importante e peraltro concreto che vedrà protagonisti tutti coloro che hanno un’età compresa tra i 19 ed i 37 anni.

Questa proposta, infatti, sta a significare che il Governo e lo Stato italiano non hanno alcuna intenzione di lasciare indietro i giovani che nel corso della loro carriera e del loro percorso di studi hanno dovuto o dovranno fare i conti con non pochi ostacoli di vario genere. In buona sostanza, si tratterebbe di un’iniziativa cosiddetta di “giustizia sociale” che, una volta tanto, vede protagonisti i giovani ed i giovanissimi e tenta di aprire nuovamente un dibattito tanto difficile quanto interessante riguardante il futuro di un paese, che ormai sembra aver fatto della crisi economica una costante con la quale convivere senza neanche farsi troppi problemi.

In sintesi, nelle intenzioni del Governo e dello Stato, sembra esserci la chiara e precisa volontà di iniziare a saldare il proprio debito con quei giovani che non hanno neanche la possibilità di comprare una casa o di mettere su famiglia a causa di un lavoro che non c’è, o che quando c’è è instabile e, di certo, non permette di poter guardare al futuro con speranza. C’è da scommettere, pertanto, che ben presto arriveranno buone notizie su questo fronte che, seppure timide, potrebbero avere la forza di imprimere un nuovo slancio alla nostra società.