Decreto Genova: cosa succede dopo la tragedia del ponte Morandi? | EasyTax Assistant - Blog

Il Decreto Genova è una misura approvata in Senato il 15 novembre, a 3 mesi e un giorno di distanza dalla terribile tragedia del Ponte Morandi che, il 14 agosto 2018, ha scosso tutta l’Italia. Vediamo cosa prevede, nello specifico, questo decreto che ha come scopo regolare la ricostruzione nel capoluogo ligure, per ripartire dalle macerie.

Il decreto Genova: una legge a lungo attesa

La tragedia del Ponte Morandi che ha colpito Genova il 14 agosto scorso, alle ore 11.56, rimarrà tristemente impressa nella storia italiana. Di fronte all’accaduto, oltre all’iniziale sgomento per le 43 vittime complessive, tra cui anche bambini, si è subito fatto strada il sentimento dell’indignazione per la negligenza e l’irresponsabilità di chi si doveva occupare della manutenzione del ponte poi crollato improvvisamente. Qualcosa che poteva, secondo molti, essere previsto ed evitato, tanto che avvisaglie di una possibile tragedia erano già state prospettate da diverso tempo. Finalmente, dopo innumerevoli vicissitudini e ben 3 mesi di attesa, questo decreto ha visto la luce il 15 novembre, pur con qualche polemica. Infatti, a livello politico hanno fatto scalpore i voti di alcuni esponenti del M5S che si sono discostati dalla posizione del loro partito, che a lungo si era speso in favore del DL. Ma non è questa la sede per approfondire discorsi politici.

Decreto Genova: cosa prevede e cosa cambierà per gli abitanti di Genova

Entriamo nel dettaglio, ma non preoccuparti: ormai mi conosci, non parlo legalese né fiscalese, ma mi piace, anzi, “parlare come mangio”, per far sì che anche tu, che magari non hai fatto 5 anni di legge e non parli il linguaggio del diritto tributario, possa capirmi!

Innanzitutto, devi sapere che a Genova il Sindaco Bucci è stato anche nominato Commissario speciale per la faccenda del ponte e della ricostruzione dopo la tragedia e la distruzione: tale nomina è stata confermata per i prossimi 12 mesi, rinnovabili poi per altri 3 anni. D’altronde, si è pensato, chi meglio della persona che governa la città e ben sa quali siano le sue necessità, a dirigere i lavori di demolizione e ricostruzione?

Devi altresì sapere che il Decreto Genova, così chiamato proprio perché la maggior parte degli articoli di questa legge sono volti a regolare la ricostruzione di un nuovo ponte e altri aspetti relativi alla tragedia del 14 agosto scorso, in realtà contiene anche previsioni dedicate ad altre tragedie, come quella di Ischia. E proprio i riferimenti normativi ad Ischia avevano sollevato il polverone politico interno al M5S di cui ti ho accennato poco fa.

Decreto Genova: Autostrada deve pagare il nuovo ponte

Il decreto Genova, oltre a sancire la ricostruzione di un nuovo ponte nel punto in cui il vecchio ponte Morandi, tragicamente, è crollato, stabilisce anche che l’intero costo del ponte sia sostenuto da Autostrade, la società che aveva in cura la manutenzione del ponte (le cui cause del crollamento, tuttavia, non sono state ancora accertato). La società autostrade, tuttavia, sebbene debba provvedere al pagamento per la costruzione del nuovo ponte, non è la società incaricata di ricostruirlo: questo è stato altresì deciso dal Decreto Genova, che ha così dato risposta definitiva ad un dibattito che perdurava da mesi. Autostrade, infatti, affermava di dover essere essa stessa la società tenuta alla ricostruzione. Di Maio ha espressamente affermato che “Autostrade non avrebbe messo una sola pietra di quel ponte è così sarà. Nel Decreto Genova c’è scritto questo”. Il classico “severo ma giusto”.
Tuttavia, il Governo stanzierà comunque, da quest’anno fino al 2029, 30 miioni ogni anno, per coprire finanziariamente il caso eventuale in cui Autostrade non paghi o paghi con ritardo. Chiaramente, nel caso in cui coprisse le spese di tasca propria, il Governo potrebbe poi agire contro Autostrade con un’azione risarcitoria.
Altra cosa rilevante: nel Decreto Genova non si indica chi dovrà occuparsi della ricostruzione del ponte, nome per cui, quindi – assodato che non sarà Autostrade – dovremo attendere ancora un po’ di tempo.

Un altro punto molto delicato riguarda tutti quei genovesi che hanno visto la loro casa in macerie, a causa del disastro. Per tali persone sono previsti vari aiuti, tra cui agevolazioni fiscali. Le persone che non hanno più un’abitazione o che non possono più accedervi, quindi, saranno aiutati dal Governo in vari modi, sia tramite soldi con cui pagare la ricostruzione che con agevolazioni fiscali di vario tipo.

Decreto Genova: un aiuto anche all’economia del capoluogo ligure

Altre novità del Decreto Genova: una sorta di zona franca, nel capoluogo ligure, viene istituita al fine di agevolare quelle ditte che sono in situazioni difficili a causa del crollo del ponte Morandi. Un supporto, quindi, anche all’economia locale, fortemente rallentata a causa dei disagi alla circolazione: il ponte Morandi, infatti, era pressoché l’unica via di accesso commerciale alla città. Quel che molti non sanno è che la tragedia è stata doppia :sia per le numerose vittime che economica, per i milioni di genovesi che hanno visto mesi davvero bui a livello di economia locale e circolazione.

Sempre per poter facilitare la mobilità cittadina, il Decreto Genova pevede anche lo stanziamento di 40 milioni per il trasporto locale e gli autotrasportatori che abbiano difficoltà per via della viabilità ridotta.

Decreto Genova: le Regioni del Centro Italia ed Ischia, la norma sul condono

Infine, il Decreto Genova prevede anche delle norme che si rivolgono specificamente al Centro Italia e ad Ischia, duramente colpite da terremoti e disastri ambientali negli ultimi anni (ad esempio, i Comuni che hanno subito un terremoto devono chiudere entro 6 mesi le pendenze ancora aperte sulla sanatoria presentategli. La legge stabilisce un condono per alcuni tipi di edifici non in regola: proprio uno dei punti più controversi del Decreto Genova.

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