NASPI 2018: come ti aiuta lo Stato se perdi il lavoro | EasyTax Assistant - Blog

Ti stai chiedendo come funzioni la Naspi 2018? Allora leggi quest’articolo: ti spiegherò come funziona e che requisiti bisogna avere…

Parliamo oggi di una situazione che, purtroppo, in Italia è molto frequente: la perdita del posto di lavoro.

Esatto! Se sei nell’infelice situazione in cui hai perso il lavoro, nell’immediato orizzonte le possibilità sono scarse e hai, come tutti, delle spese da sostenere, sappi che lo Stato Italiano ti mette a disposizione un concreto aiuto economico. Certo, non è semplicissimo accedere a questo aiuto (indennità di disoccupazione), tuttavia certi requisiti, in fondo, sono necessari affinché non ci siano facili abusi.

Oggi parleremo proprio di questo, ti darò tutte le informazioni utili in merito alla NASPI, o “Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego”: che tu sia disoccupato, curioso o che tu voglia semplicemente informarti in anticipo per non farti trovare impreparato… queste informazioni, in ogni caso, ti saranno sempre utili!

Domanda di disoccupazione

La NASPI è un’indennità mensile di disoccupazione erogata su domanda dell’interessato (vale a dire il “neo-disoccupato”) quando questi perde il lavoro per motivo non dipendente dalla sua volontà. Vale a dire: quando non ha dato le dimissioni (salvo taluni casi specifici), ma è stato oggetto di “licenziamento” (anche qui, ci sono poi anche altri casi specifici).

NASPI 2018: requisiti

Quando puoi chiedere la NASPI? Sono necessari 3 requisiti:

  1. Stato di disoccupazione per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore (ma sono considerate cause indipendenti anche la maternità, il licenziamento per giusta causa in talune circostanze, e altre ancora)
  2. Almeno 13 settimane di contribuzione versata nei 4 anni precedenti al licenziamento
  3. Almeno 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

Se soddisfi tali requisiti (congiuntamente), puoi procedere con la cosiddetta DID, “Dichiarazione di Immediata Disponibilità” al lavoro, entro 68 giorni dalla cessazione dell’ultimo rapporto lavorativo. In seguito, dovrai anche partecipare alle attività di orientamento professionale, ai corsi della Regione e così via, dette “Misure di politica attiva del lavoro”. Devi dimostrare, quindi, che ti stai impegnando a qualificarti per il mondo del lavoro e che non intendi pesare sulle casse statali – e, dunque, sulla collettività – perché “ti fa comodo”!

Del resto è anche giusto onde evitare che chi non ha voglia di lavorare approfitti della situazione. I soldi destinati a quella persona potrebbero aiutare un’altra che ne ha davvero bisogno. Sei d’accordo con me, vero?

Prima di proseguire il discorso voglio darti un consiglio che ti sarà senz’altro utile, ne sono certo! Se vuoi avviare un’attività lavorativa autonoma o d’impresa puoi richiedere la liquidazione anticipata della NASPI in un’unica soluzione. Potrebbe essere quindi un ottimo aiuto per l’inizio dell’attività, tienine conto!

NASPI 2018: durata massima

Altra informazione utile: la NASPI non è ad aeternum, ma ha una durata massima, che corrisponde alla metà delle settimane contributive negli ultimi quattro anni (attenzione, però: ci sono certi tipi di redditi che non vanno calcolati a tale fine). Se nell’arco dell’ultimo quadriennio, quindi, hai lavorato per un totale di 100 settimane come lavoratore dipendente, la tua NASPI avrà durata pari a 50 settimane. Insomma, lo Stato ti aiuta, ma di certo non per sempre! E questo è ancor più vero considerando che, in ogni caso, il contributo ex NASPI non può essere erogato per più di 24 mensilità.

Ok, abbiamo visto requisiti e durata, ma come calcolarla? Ti accontento subito!

NASPI 2018: come calcolarla

Per calcolare, poi, quanto ti spetta di NASPI, ti avviso che il calcolo è piuttosto complicato. In teoria, dall’estratto conto contributivo INPS devi sommare tutti gli importi relativi alle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali che hai percepito negli ultimi 4 anni, dividerle poi per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicare il risultato ottenuto per il coefficiente 4,33. Vedi? Un po’ macchinoso, te l’avevo detto…

Se il risultato di tale calcolo ti dà un importo pari o inferiore a 1208,15 euro, l’importo della NASPI 2018 cui hai diritto è pari al 75% dello stipendio lordo medio degli ultimi 4 anni.

Se il risultato ti dà un importo maggiore a 1208,15 euro, alla quota del 75% devi aggiungere un importo pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. In ogni caso, l’importo massimo NASPI 2018 non può superare i 1.314,30 euro al mese. Non è però finita qua: dal 91° giorno in avanti, l’importo totale si riduce del 3% ogni mese.

Ti sei confuso, vero? Beh, è normale, in casi come questo quello che ti consiglio è di far ricorso a calcolatori appositi che, una volta inseriti i tuoi parametri, ti anticipano a quanto ammonterà la tua indennità NASPI.

NASPI 2018: come procedere

Ma cosa devi fare esattamente, per avere diritto a questa indennità? Innanzitutto, devi fare la DID telematica, sul sito dell’INPS. Verrai, quindi, convocato dal centro per l’impiego entro 2 mesi dal licenziamento, per un primo colloquio conoscitivo che determinerà la tua profilazione.

Il tuo nome, a quel punto, verrà inserito nel registro dell’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro) e dovrai firmare il cd. Patto di Servizio Personalizzato, senza il quale non puoi percepire l’indennità di disoccupazione. Già a partire dall’ottavo giorno dopo la cessazione del tuo rapporto di lavoro, comunque, hai diritto alla tua indennità.

Oltre alla nuova procedura, nel 2017 è stata introdotta una nuova misura: l’assegno di ricollocamento, che riconosce a chi percepisce la NASPI, nel caso in cui risultassero disoccupati da almeno 4 mesi e una volta finita l’indennità, ulteriori aiuti sotto forma di “voucher disoccupati”.

Se sei disoccupato, è buona pratica risparmiare subito in attesa del nuovo lavoro. Devi anche sapere che il reddito che ti fornisce la NASPI è, a tutti gli effetti… un reddito! Ed in quanto tale, viene tassato – infatti, i contributi che hai versato per guadagnarti l’indennità di disoccupazione non sono stati tassati in origine, quindi dovrai pagarci le tasse tramite Certificazione Unica adesso che ottieni l’indennizzo.

Per tutto ciò, EasyTax Assistant è uno strumento che ti dà un grande supporto, aiutandoti a ottenere il massimo da detrazioni e deduzioni fiscali. Scarica subito l’ultima versione dell’App che ha rivoluzionato il modo di gestire le tasse!

Spero che l’articolo ti sia piaciuto e ti sia stato utile a capire meglio come funziona la NASPI 2018. Continua a seguirmi per tanti altri consigli sul mondo fiscale!