Quanto costa aprire una partita IVA? | EasyTax Assistant - Blog

Grazie al nostro precedente articolo sai come si fa ad aprire una partita IVA, tuttavia è ora di rispondere alla domanda da un milione di euro: quanto costa aprire la P. IVA? In questo articolo affronterò questo delicato tema, illustrandoti costi e scelte da operare in sede di apertura della partita IVA e le differenze principali, in termini di costi, tra il regime forfettario ed il regime ordinario.

Inizio rispondendoti alla domanda più semplice: quanto costa aprire la partita IVA, o meglio qual è il costo immediato di apertura presso l’Agenzia delle Entrate. Ebbene, non ti sembrerà vero, ma non c’è nessun costo immediato da sopportare: l’atto di apertura della partita IVA è totalmente gratuito! Nessuna marca da bollo o tassa particolare da dover versare.

La gratuità, naturalmente, è solo qualora si proceda all’apertura della partita IVA in prima persona senza avvalersi di un intermediario; viceversa, affidandosi ad un intermediario, si dovrà, ovviamente, pagare il suo onorario. Ma non farti ingannare: non ci sono marche da bollo, né costi extra: solo il tempo impiegato per trasmettere, in una delle forme che ti ho elencato sopra, la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate. Un’attività semplicissima che puoi tranquillamente svolgere in autonomia.

Ciò a cui dovrai prestare la massima attenzione sarà, comunque, il regime fiscale che vuoi applicare alla tua attività. Puoi, infatti, scegliere tra due regimi: quello forfettario (detto anche “ex minimi”, proprio perché fino al 2016 veniva chiamato “regime dei minimi”) e quello ordinario. La scelta in questo caso dipende molto dalla tua attività, perché il regime forfettario non garantisce in tutti i casi un beneficio fiscale. Tuttavia, tale argomento è molto complesso e per affrontarlo in modo esaustivo occorrerebbe dilungarsi troppo; mi limiterò a descriverti sommariamente le differenze tra i due regimi:

  1. Forfettario: prevede un’aliquota sostitutiva unica pari al 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività. Tale aliquota sostituisce, quindi, il versamento sia dell’IVA che dell’IRPEF. I contribuiti previdenziali INPS, invece, sono pari al 25,72%. Tuttavia, nel caso tu sia un professionista iscritto ad una cassa previdenziale, ovviamente i contributi INPS saranno sostituiti dal versamento di una certa somma alla tua cassa.
  2. Ordinario: si devono pagare tutti i costi, per l’appunto, ordinari, vale a dire:
    • Costo per la Camera di Commercio – salvo i contribuenti che svolgono attività professionali e tecniche che non obbligano all’iscrizione del registro delle imprese);
    • IRPEF, cioè l’imposta sul reddito delle persone fisiche;
    • Contributi previdenziali all’INPS o alla cassa professionale;
    • IRAP, cioè l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, che ovviamente varia da regione a regione;
    • IVA, l’Imposta sul Valore Aggiunto, che va liquidata all’erario periodicamente (tutti i mesi, trimestralmente o semestralmente).

Per aderire al regime forfettario, tuttavia, bisogna soddisfare 3 specifiche condizioni, vale a dire:

  • Non conseguire ricavi o compensi superiori ad una determinata cifra, diversa a seconda del codice ATECO. Ti rimando a questo articolo per sapere esattamente quali sono tali cifre.
  • Non sostenere spese lorde superiori a 5000€ per i propri collaboratori.
  • Non superare 20’000€ di costi lordi per l’ammortamento di beni strumentali.

Certi soggetti, poi, non possono accedere al regime forfettario:

  • i soggetti che aderiscono ai regimi speciali IVA;
  • i soggetti residenti all’estero che non producono almeno il 75% del reddito in Italia;
  • i soggetti che effettuano attività di compravendita di terreni edificabili, fabbricati o veicoli nuovi.

I contributi previdenziali

Se vuoi sapere esattamente qual è il ricavo netto per una determinata somma fatturata, non puoi esimerti dal calcolare a quanto ammonteranno i contributi previdenziali INPS.

Prima precisazione: come ti ho anticipato poco fa, talune categorie professionali sono iscritte alle corrispettive casse e verseranno a tali casse i contributi previdenziali; in questi casi l’aliquota applicata a tali contributi è decisa dalla cassa stessa. Coloro che, invece, non sono iscritti ad alcuna cassa, sono comunque tenuti ad iscriversi alla Gestione Separata INPS, che prevede un’aliquota fissa pari al 25,72% di quanto fatturato.

Tuttavia, non dimenticarti che i contributi previdenziali sono deducibili! Quindi, l’aliquota dovuta dal tuo regime (nel caso del forfettario, per esempio, 5% per i primi 5 anni e, dal sesto anno, 15%) sarà calcolata sul tuo fatturato (moltiplicato per il coefficiente negativo determinato dal codice ATECO, che comporta un imponibile più basso di quanto esattamente fatturato), meno quanto versato di contributi.

Ok, suona molto complicato, ed in effetti sono calcoli che prevedono almeno 3 o 4 passaggi, una conoscenza tecnica non indifferente della materia e un po’ di tempo. Se tutto questo ti spaventa, non preoccuparti: l’App di EasyTax Assistant è lo strumento giusto che ti semplifica la vita e che ti permette di sapere esattamente quante tasse devi pagare, compresi i contributi previdenziali; ma la bella notizia è che ti informa anche su tutte le agevolazioni fiscali cui hai diritto, che sono tantissime e ti fanno risparmiare un bel po’ di soldi.

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