REDDITO DI CITTADINANZA: come funziona  | EasyTax Assistant - Blog

Il Reddito di cittadinanza è stato inserito, come noto, nel contratto di governo tra Lega e M5s, partiti guidati e rappresentati all’esecutivo, rispettivamente, da Matteo Salvini e Luigi Di Maio. 

Andiamo a vedere cosa prevedrebbe e a chi spetterà! 

Perché un reddito di cittadinanza 

Partiamo dalla domanda di base: cos’è il reddito di cittadinanza? Misura sbandierata da anni dal Movimento 5 Stelle e, ora che il partito pentastellato è effettivamente salito al Governo, effettivamente sul tavolo delle proposte di legge?

Si tratta di un assegno che verrebbe concesso a quelle persone e famiglie che non percepiscono del tutto un reddito o ne percepiscono uno insufficiente “a campare”, cioè a sostentarsi con dignità in Italia, nel 2018. Una misura, dunque, introdotta per aiutare i più poveri e che mira a contrastare la diseguaglianza e l’esclusione sociale, a promuovere il lavoro – vedremo dopo come – e la formazione professionale. 

Premetto che l’idea di un reddito di cittadinanza ha diviso l’Italia intera: è giusto “pagare per stare a casa”, come direbbero alcuni? È semplicemente un’indennità di disoccupazione più facilmente accessibile, come direbbero altri? È espressione del “diritto alla dignità”, come sentenziano i più fervidi sostenitori?
In questa sede non proverò a darti una risposta, che ti esorto a trovare da solo: in quest’articolo, piuttosto, mi concentrerò nell’illustrarti gli aspetti salienti e, visto che ti trovi in un blog sul fisco, ad esaminare quali sarebbero le possibili implicazioni fiscali. 

Gli italiani a cui spetterà il reddito di cittadinanza 

Il “target” del provvedimento è costituito da ben 9 milioni di italiani. In particolare, si tratta di cittadini che o non hanno reddito, o ne percepiscono uno molto basso. Per quanto riguarda i nuclei famigliari, si calcolerà proporzionalmente; una famiglia composta da 4 persone potrà percepire fino a 1950 euro e avere comunque diritto al reddito di cittadinanza. 

A quanto ammonterebbe il reddito di cittadinanza? 

Il reddito di cittadinanza spetterebbe, come anticipato, sia ai singoli che alle famiglie. Ai singoli, in questa misura: 

  1. Ai circa quattro milioni di italiani considerati in stato di povertà assoluta – quindi, senza nessun tipo di reddito – spetterebbero 780 euro al mese. Tale cifra non è casuale: è, infatti, considerata dall’ISTAT la cifra minima per poter (soprav)vivere in Italia. A tutti gli altri che hanno un reddito, ma inferiore a 780€ al mese, invece, andrebbe una cifra tale da poter arrivare proprio a 780€ al mese. Un esempio? Se percepisci 700€ al mese, ti arriveranno 80€ al mese di reddito di cittadinanza. 
  1. Per i nuclei familiari che si trovano in stato di povertà, il reddito di cittadinanza sarà scalato in base al numero di componenti, in questo modo: 
  1. 2 componenti, ma un solo genitore: 1014€/mese 
  1. 2 componenti: 1170€/mese 
  1. 3 componenti con un solo genitore: 1248€/mese 
  1. 3 componenti: 1404€/mese 
  1. 4 componenti con un solo genitore: 1482€/mese 
  1. 4 componenti: 1638€/mese 
  1. 5 componenti con un solo genitore: 1716€/mese 
  1. 5 componenti: 1872€/mese 

I requisiti del reddito di cittadinanza 

Prima di fiondarti dal tuo capo, gettare per terra il tuo badge e urlagli in faccia “Mi licenzio!” con tanto di gesto volgare, però, presta attenzione ai requisiti necessari per continuare ad usufruire del reddito di cittadinanza: devi, infatti, partecipare ad un progetto di formazione e di aiuto dei centri per l’impiego – per i quali è prevista una riforma – che ti consentirà di cercare attivamente un lavoro, anche di utilità pubblica. Nel momento in cui i centri per l’impiego ti proporranno un lavoro potrai rifiutare solo per 3 volte al massimo: un quarto rifiuto ti farà decadere dal diritto al reddito di cittadinanza. 

Il reddito di cittadinanza ed il fisco 

Può sembrare scontato, ma è importante ricordare che se hai diritto al reddito di cittadinanza – sempre che entri in vigore – non dovrai pagare l’IRPEF, in quanto già il tuo imponibile ricadrà nella categoria no tax area. Inoltre, è stato specificato che il reddito di cittadinanza sarà esentasse. Infine, il reddito di cittadinanza sarà anche impignorabile. Insomma, quante volte ti capita di ricevere così tante belle notizie tutte in una volta sola? 

La rivoluzione fiscale 

Al di là delle considerazioni morali e politiche sul tema – è giusto pagare qualcuno per stare a casa? – abbiamo visto assieme cosa significhi “reddito di cittadinanza”. Se il Parlamento approverà questa misura, si tratterà di un cambiamento epocale per il nostro Paese e per le tasche di 9 milioni di italiani. Cambiamento che verrà accompagnato da un taglio alle tasse, dall’introduzione della flat tax, da consistenti modifiche al redditometro, spesometro e altre misure fiscali: una vera quasi rivoluzione tributaria, dunque.

Ma siamo proprio certi che si tratti dell’approccio giusto? Noi di EasyTax siamo convinti che il primo passo da compiere sia quello di cominciare a mettere il contribuente al centro del sistema fiscale, rendendolo più consapevole e responsabile. Come? Grazie a strumenti quali EasyTax Assistant, ovviamente, che permettono di cominciare quella che sarebbe una vera rivoluzione fiscale, non solo nelle parole ma soprattutto nei fatti, per un sistema fiscale in cui si parta dal contribuente cittadino e intorno a lui si delinei tutto il contorno.

Utopia? C’è solo un modo per scoprirlo: scarica gratuitamente la nostra App, prendi parte alla rivoluzione fiscale!