Reddito di cittadinanza: cos’è, come funziona e chi ne ha diritto | EasyTax Assistant - Blog

Reddito di cittadinanza: finalmente un po’ di chiarezza…

Nella sfera politica degli ultimi mesi, in occasione dell’ultima campagna elettorale, si è sentito molto parlare di reddito di cittadinanza, un tema sicuramente molto discusso, e anche molto sentito, dalla maggior parte dei cittadini italiani. Si tratta, come ben saprai già, di un aiuto economico per i redditi più bassi. Ma andiamo a scoprire in cosa consiste e le varie proposte in gioco più nel dettaglio.

Un aiuto economico per i cittadini

Forse non sei a conoscenza che già con il Governo Gentiloni era stato introdotto il Reddito di inclusione sociale, che non è altro che una misura a contrasto della povertà (ora aumentato fino ad un massimo di 534 euro). Il reddito di inclusione è simile a quello di cittadinanza, ma è subordinato a un processo di reinserimento e ricollocazione da parte della famiglia che ne beneficia. Il reddito di cittadinanza, al contrario, è individuale e non è subordinato ad un nucleo familiare. Cerchiamo di capire meglio come funziona.

Reddito di cittadinanza: cos’è?

La prima volta che si sentì parlare di reddito di cittadinanza fu nel 1797, quando il filosofo inglese Thomas Paine formulò un’idea di un reddito fisso al quale tutti quanti avevano diritto indipendentemente dalla situazione economica o classe sociale. Fu quindi originariamente concepito come un sussidio a con caratteri di universalità incondizionata attraverso il quale lo Stato garantisce un certo reddito a tutti i suoi cittadini. In seguito, questa teoria fu ripresa e sviluppata da diversi economisti e filosofi di ogni forma di pensiero, fino ad arrivare alle proposte politiche contemporanee come quella oramai ben conosciuta del Movimento 5 Stelle.

Secondo la loro formula, il reddito di cittadinanza è un aiuto economico mensile a favore degli italiani privi di reddito, con un reddito basso, o comunque sotto la soglia di povertà. In Italia il reddito di cittadinanza dovrebbe riguardare circa 9 milioni di individui, ed è un sussidio accreditato esentasse. L’obiettivo di questa proposta è quello di combattere povertà, disuguaglianza ed esclusione sociale, ma anche quello di promuovere il diritto al lavoro e alla formazione professionale. Infatti, i destinatari di tale beneficio saranno soggetti ad alcuni “vincoli” tra i quali:

  • partecipare a corsi di formazione professionale
  • non rifiutare più di un numero prefissato di offerte di lavoro
  • avere un reddito inferiore alla soglia di povertà stabilita dall’Istat.

Per queste ragioni c’è chi dice che il reddito di cittadinanza pensato dal M5S sembra più simile a un modello di reddito minimo garantito invece che essere un vero e proprio reddito di cittadinanza. Infatti, quest’ultimo, nelle sue formulazioni più radicali, è inteso come un sussidio totale dello Stato a favore di ogni cittadino.

Reddito di cittadinanza: proposta M5S

Come è stato detto precedentemente, una delle condizioni necessarie per beneficiare del reddito di cittadinanza è quello di avere un reddito inferiore alla soglia di povertà stabilita dall’Istat. Bene, quindi è giusto che tu sappia che secondo l’Istat chiunque viva da solo con meno di 780 euro al mese è considerato al di sotto della soglia di povertà. Ciò significa che l’obiettivo principale del reddito di cittadinanza è quello di garantire ad ognuno un’integrazione economica che gli permetta di raggiungere i 780 euro mensili.

Per fare un esempio banale, se un cittadino percepisce una pensione di 500 euro come unica fonte di reddito, con il reddito di cittadinanza interverrà con un’integrazione aggiuntiva di 280 euro per raggiungere la soglia prevista. Altra caratteristica che contraddistingue il reddito di cittadinanza è quella di essere esentasse e impignorabile.

Reddito di cittadinanza: chi ne potrà beneficiare?

Come abbiamo detto, secondo la proposta del M5S, il reddito di cittadinanza non prevede di essere un beneficio erogato incondizionatamente a chiunque. Infatti, coloro che possono richiederlo, devono rispettare determinati requisiti e devono sottostare a determinare regole. Ecco quali sono le principali caratteristiche dei cittadini che, in caso la proposta venga accettata, potranno beneficiare di tale sussidio:

  • essere maggiorenni
  • essere disoccupati
  • avere un reddito al di sotto della soglia di povertà stabilita dall’Istat (780 euro)
  • percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà.

Ma non basta! Infatti, per continuare a percepire il redito di cittadinanza, sarà necessario seguire alcune regole e non stare con le mani in mano, ad esempio:

  • iscriversi a un Centro per l’Impiego ed essere immediatamente disponibili al lavoro
  • iniziare un percorso di ricerca del lavoro almeno 2 ore al giorno
  • partecipare a progetti di pubblica utilità per 8 ore alla settimana
  • iscriversi e partecipare a corsi di professionalizzanti
  • dichiarare immediatamente ogni variazione del reddito
  • non rifiutare offerte di lavoro più di tre volte di seguito.

Nel caso di lavoratori full time sottopagati che non raggiungono la soglia minima mensile, invece, riceveranno l’integrazione senza bisogno di partecipare a tali iniziative. Inoltre, ogni prestazione legata allo stato di disoccupazione, come la Naspi, può essere integrata al reddito di cittadinanza finché non viene raggiunta la soglia dei 780 euro mensili.

Reddito di cittadinanza: confronto con gli altri paesi europei

Insomma, secondo la proposta varata dal Movimento 5 Stelle, il reddito di cittadinanza dovrebbe contrastare la povertà, offrire l’occasione ai cittadini in cerca di lavoro di trovarlo e riqualificarsi, e anche contribuire ai Comuni di residenza di coloro che ne beneficeranno con 8 ore di lavoro gratuito settimanali.

Tutto molto bello, certo, ma c’è anche chi contesta che questa manovra contribuirà solo a svuotare notevolmente le casse dello Stato. È difficile dire se la proposta è giusta o sbagliata, e prevederne le conseguenze in caso fosse attuata, ciò che è vero è che altri paesi europei hanno già introdotto una loro versione del reddito di cittadinanza, anche se in misura molto meno consistente, ad esempio:

  • 530 euro in Francia;
  • 400 euro in Germania;
  • meno di 400 euro nel Regno Unito.

Inoltre, in questi paesi è obbligatorio accettare qualsiasi lavoro, solo la Francia offre la possibilità di rifiutare solo un’offerta.

Non ci resta che restare in attesa di vedere quello che succederà, ma intanto non restare con le mani in mano! Continua a seguirci per continuare a leggere tante notizie sul complesso mondo della fiscalità, e per gestire al meglio le tue tasse, scarica EasyTax Assistant! La prima app in Italia di semplificazione fiscale che ti aiuta a risparmiare, è gratuita!