Tassa sulla fortuna: anche la Dea Bendata paga le imposte | EasyTax Assistant - Blog

Tassa sulla fortuna: di che si tratta? Se ti stai facendo questa domanda continua a leggere: ho la risposta per te!

Persino vincere ha un costo

Forse non lo sai, ma se hai la fortuna di vincere al gioco sappi che il Fisco ti guarda con occhio attento mentre si sfrega le mani: sulla vincita, infatti, devi pagare le tasse. Purtroppo per noi!

Leggendo questo articolo capirai quali sono i casi pratici in cui si applica questa spiacevole tassa e il comportamento corretto da adottare in caso di vincita onde evitare eventuali problemi.

Monopoli di Stato

Andiamo con ordine. Innanzitutto, ti ricordo che in Italia i giochi con premi in denaro sono controllati, regolamentati e autorizzati dai Monopoli di Stato. Questo significa che tutti i giochi non autorizzati sono illegali, quindi non sicuri. Il consiglio è di starci proprio alla larga! Ma come facciamo a capire se di fronte abbiamo un gioco sicuro?

Devi cercare il logo di AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), caratterizzato visivamente da un timone di una barca stilizzato. Puoi vederlo cliccando sul link al sito ufficiale che ho inserito apposta per te.

Quando si applicano le tasse?

Le tasse al gioco si applicano, come dicevamo, solo in certi casi. Non sempre quindi. Lo Stato è, infatti, molto magnanimo con le vincite di importo limitato, che fino ai 500 € non prevedono alcuna tassazione e non vanno neppure menzionate nella dichiarazione dei redditi! Insomma, se con il Gratta e Vinci ottieni una vincita di 100 €, cosa che accade con una certa frequenza in una tabaccheria ben frequentata, sappi che quei soldi sono, fondamentalmente, esentasse.

Tassa sulla fortuna: le vincite alte

Discorso diverso con le vincite più alte, cioè sopra i 500 €. Iniziamo con il dire che il Fisco anche in questo caso ti viene comunque incontro, poiché quando vinci una somma oltre i 500 € non bisogna indicarla nella tua dichiarazione dei redditi. Un onere in meno, dunque, che è sempre una buona cosa. In tal caso, però, alle tasse non si scappa: una del 12%, infatti, è applicata alla fonte.

Cosa vuol dire? Semplice! Nel momento in cui riscuoti la vincita, ti viene automaticamente erogata non la cifra indicata sul “biglietto grattato”, bensì la somma netta a cui è già stata trattenuta un’aliquota: è stata applicata quella che potremmo chiamare “tassa sulla (tua) fortuna”.

Un esempio concreto: Win For Life

Per fare un esempio, hai presente “Win For Life – Turista per sempre”? In questo gioco, con cui si vince una rendita vitalizia da circa 6.000 € al mese, in realtà non si vinceranno i tanto agognati 6.000 € pubblicizzati dal concorso, bensì 5340 €. Perché succede questo? Perché c’è una tassazione, come detto, del 12% sulla parte di vincita che eccede i 500 euro (vale a dire: una tassazione del 12% su 5500€).

Una bella fregatura, non credi? Certo, sempre meglio di niente, però senz’altro dispiace perdere quei soldi che in teoria farebbero parte del premio in palio. Eppure purtroppo la realtà è questa: esiste la tassa sulla fortuna.

 

Tassa sulla fortuna: cosa succede quando aumenta il reddito

Attenzione, però: se la vincita è consistente, tale da comportare un sensibile aumento nel tuo reddito annuo, il Fisco potrebbe insospettirsi ed operare dei controlli. Insomma, se passi dalla bici al Porsche ricordati di conservare la ricevuta della vincita, perché il tuo redditometro sarà sicuramente schizzato alle stelle e avrà attirato l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate. Ma con il tuo bel biglietto vincente conservato nel comodino, puoi dormire sonni tranquilli.

 

Attento al rischio!

E per le scommesse? Mentre i proventi delle vincite sono tassate, le eventuali perdite non sono – ovviamente –  soggette a nessun tipo di agevolazione. Pertanto, come molte volte ci ricorda lo spot, ti invito a giocare responsabilmente: dalla Porsche alla bici, d’altronde, il rischio è lo stesso! La dipendenza da gioco è una vera e propria patologia che colpisce ogni anno tantissime persone e non c’è da scherzare.

Il motivo alla base? Un’incapacità di valutare il rischio, come spiegato nell’articolo ‟Gioco d’azzardo, ‟perdo ma non smetto” svelato il meccanismo”. Ti consiglio di leggerlo per saperne di più!

Ma la domanda che ci poniamo tutti è sempre la stessa: perché tassare anche le vincite? Non si potrebbe chiudere un occhio? Non è così facile come può sembrare, dietro c’è molto altro…

Perché si tassa la fortuna?

Esiste un codice dei giochi per il semplice fatto che in questo modo lo Stato può controllare ogni cosa e assicurare l’ordine e la sicurezza pubblica. In un certo senso rappresenta anche uno strumento contro la criminalità organizzata se ci pensi bene…

Dall’anno scorso fra l’altro, la tassa sulla fortuna è raddoppiata. In molti giochi l’aliquota fiscale è passata dal 6 al 12% se il bottino supera i 500 euro. I giochi interessati da questa modifica alla legge sul gioco sono stati i Gratta&Vinci, il SuperEnalotto, il Win for Life e la videolottery, vale a dire le slot di ultima generazione. Il Lotto è passato dal 6 all’8%.

Chi invece non ha subito la modifica decisa nel giugno del 2017? La Lotteria Italia, le scommesse, il poker, il casinò online, il bingo e gli altri tipi di slot machine.

Un giro di soldi non indifferente

Da queste tasse lo Stato ricava un bel po’ di soldi. Pensa che solo negli ultimi mesi dello scorso anno ha incassato 36 milioni in più sulle vincite rispetto al solito. Dal 2017 al 2019 si prevede che guadagnerà 322 milioni in più.

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Se quest’articolo ti è piaciuto, ti consigliamo anche ‟Criptovalute e tasse: tutto quello che devi sapere. Da non perdere visto che le criptovalute ormai sono una realtà collaudata ma non tutti conoscono le implicazioni fiscali.

Continua a seguirmi per tante altre news interessanti! A presto con un altro articolo dedicato al mondo fiscale… Ho tanti altri temi da trattare con te!