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Busta paga voci per lavoratore dipendente

Busta paga voci: come interpretarle? 

Se anche tu ti stai facendo questa domanda, continua a leggere per saperne di più. Ti spiegherò tutto ciò che serve…

Come leggere il prospetto paga

Partiamo da alcuni dati statistici: nel nostro Paese sono circa 17 milioni le persone che possiedono un contratto di lavoro dipendente e, di conseguenza, hanno un “boss”. Il tuo datore di lavoro (il tuo capo) è obbligato, per legge, a consegnarti, ogni mese assieme al tuo stipendio, un prospetto di paga comunemente conosciuto con il nome di “busta paga” o “cedolino paga”.

Di cosa si tratta? Altro non è che un documento contenente la retribuzione che ti spetta in base alla prestazione resa, rispetto ad un determinato periodo ed alle tasse che il tuo datore di lavoro versa per tuo conto. Nel documento però non c’è solo questo tipo di informazione (stipendio lordo e netto), ma una serie di altri tuoi dati, come l’indicazione di:

  • nome
  • cognome
  • qualifica professionale
  • periodo di riferimento dello stipendio e
  • assegni familiari.

Per guidarti nella comprensione e nella lettura semplificata di un cedolino, in questo articolo analizzeremo rapidamente le varie sezioni che lo compongono.

Busta paga voci: cosa trovare nel dettaglio

Vediamo nel dettaglio cosa aspettarci in un cedolino stipendio del genere. Gli elementi principali sono:

  • minimo contrattuale
  • contingenza
  • E.D.R.
  • scatto anzianità
  • superminimi e
  • altre.

Minimo contrattuale

Si tratta della paga base indica dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) di riferimento, in base all’impiego esercitato.

Contingenza

È un’ex indennità inserita per compensare la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni. Una voce fissa della busta paga dal 2011.

E.D.R.

L’Elemento Distinto della Retribuzione è di 10,33 euro per 13 mesi, importo standard per tutti i dipendenti del settore privato senza distinzioni.

Scatto anzianità

Se previsto dal CCNL, è un aumento di stipendio che il dipendente riceve ogni 2, 3 o 4 anni di anzianità di servizio nella stessa azienda.

Superminimi

Aumenti di stipendio riconosciuti al singolo individuo per meriti specifici o in base ad accordi con sindacati.

Altre voci

Gli altri punti sono straordinari, ferie, tredicesima, mensilità, quattordicesima, indennità di malattia INPS-INAIL per infortuni sul lavoro o malattie professionali, festività, permessi, congedo matrimoniale, assegni familiari, fringe benefit.

Bene, ora hai un’infarinatura generale sulle voci della busta paga. Scopri in quale sezione del documento sono contenuti determinati dati.

Busta paga voci: prima parte

Nella prima parte del documento sono solitamente contenuti:

  • i dati relativi al tuo datore di lavoro (ad esempio codice fiscale, ragione sociale, indirizzo della sede legale dell’azienda)
  • alcune tue generalità anagrafiche (nome e cognome, data di nascita, residenza) e
  • infine gli elementi che caratterizzano il contratto di lavoro che avete sottoscritto (ad esempio la data di assunzione, la qualifica, la mansione).

Generalmente l’ammontare del tuo salario è stabilito dal CCNL e si presume che tu lo riceva mensilmente dal tuo datore di lavoro, quantomeno se è puntuale. È possibile inoltre trovare alcune voci retributive ‟ultramensili”, come la famosa tredicesima (in altre parole il regalo di Natale del tuo capo), la quattordicesima (sostanzialmente la vacanza di capodanno) ed eventuali premi produzione che l’azienda ti riconosce per incentivarti a lavorare meglio.

Busta paga voci: TFR

Se inoltre hai sentito parlare di TFR ma non hai idea di cosa sia, ti farà piacere sapere che non si tratta di nulla di particolarmente complesso o di difficile comprensione! ‟TFR” è una voce della busta paga e sta per ‟Trattamento di Fine Rapporto” (detto anche liquidazione). Che cos’è? Una somma che ti spetta quando si interrompe il tuo rapporto di lavoro. La cifra che leggi è quella che ti verrà erogata se e quando non lavorerai più per il tuo capo.

Il calcolo della retribuzione

Ma veniamo al dunque. Ti starai chiedendo, da quando hai iniziato a leggere questo articolo, come viene effettivamente calcolata la tua retribuzione. Lo stipendio di un dipendente, in genere, è calcolato in proporzione alla prestazione resa (rispettivamente in giorni o ore di lavoro). Di conseguenza più sono i giorni/ore di lavoro fatto, più dovrebbe essere alto lo stipendio che porti a casa a fine mese.

Potrà sembrare scontato, ma devi sapere che ci sono alcuni fattori che determinano ulteriormente l’incremento dello stipendio, come ad esempio il lavoro straordinario, festivo o notturno. Questo vuol dire che il CCNL prevede inoltre che ci siano alcune assenze che è possibile ‟retribuire”, ad esempio le festività, le ferie, i permessi e i cosiddetti ‟eventi tutelati” (come malattia, maternità, congedi parentali o infortuni).

All’interno del cedolino sono inoltre contabilizzati anche gli assegni corrisposti a favore dei familiari a carico, le indennità di trasferta (o trasfertismo) ed eventuali pignoramenti.

Il netto in busta

Fine ultimo della busta paga è quello attestare il reddito conseguito dal lavoratore in un determinato periodo che, insieme alle trattenute del datore, concorre alla formazione del cosiddetto ‟netto in busta”, cioè l’effettivo importo che il datore ti deve corrispondere.

Di quali trattenute si parla? Principalmente quelle previdenziali e fiscali che il datore dapprima trattiene e successivamente versa allo Stato (il datore agisce, quindi, come tuo sostituto d’imposta). È un meccanismo, dunque, che consente di individuare le somme su cui è possibile effettuare il prelievo, alle quali viene poi applicata l’aliquota contributiva posta a tuo carico, in base al tuo contratto di lavoro, al contratto collettivo a cui è sottoposto e alla dimensione aziendale.

Dalla differenza tra il totale ottenuto e l’ammontare delle competenze a carico di te dipendente, si ottiene il reddito lordo (imponibile fiscale) sul quale verranno operate le ritenute fiscali.

Applicando in seguito le agevolazioni che ti spettano, sarà possibile ottenere il netto in busta, cioè l’effettiva paga dovuta per la prestazione che hai reso nel periodo di riferimento indicato nel cedolino.

Busta paga voci: la firma

Per essere valido a tutti gli effetti di legge il documento deve infine essere firmato dal tuo capo e controfirmato da te stesso (la tua firma ha valore di presa visione della busta paga) al momento della consegna (nei casi in cui ciò non accada, il datore può incorrere in sanzioni amministrative pecuniarie fino a 7200 €).

Spero che questo breve articolo ti sia servito per capire quali sono le informazioni di base che servono per “leggere” una busta paga! Vuoi conoscere in anticipo quale sarà il valore delle tue buste paga? Allora utilizza gli strumenti che ti mette a disposizione EasyTax Assistant. La prima App che ottimizza la tua gestione fiscale e che ti fornisce molti utili strumenti come, ad esempio, il calcolo delle tasse e della busta paga!

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