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Calcolo acconto IRPEF: come risparmiare? Ecco il modo migliore!

Ti stai chiedendo come funziona il calcolo acconto IRPEF? Troverai tutti i dettagli in questo articolo! Il calcolo dell’acconto IRPEF è un tema che difficilmente affrontiamo con piacere: di regola ci approcciamo alla materia con angoscia e terrore. E se ti dicessi che puoi risparmiare qualcosa? Ci sono diversi consigli utili che posso darti: continua a leggere e scoprirai quali…

Tutto sulla principale imposta che si paga in Italia

Innanzitutto il 30 giugno 2018 (posticipato al 2 luglio in quanto il 30 è un giorno festivo) devi pagare il saldo delle imposte relative all’anno precedente. La determinazione del saldo delle imposte (e, come vedremo più avanti, anche degli acconti) ha come presupposto fondamentale la dichiarazione dei redditi, in particolare il calcolo delle imposte dovute, effettuato in autonomia dal contribuente (autoliquidazione). Il saldo viene effettuato partendo quindi dalle imposte calcolate in dichiarazione, a cui si sottrae quanto si è pagato nell’anno precedente a titolo di acconto.

Ti faccio un esempio per spiegarmi meglio…

Fatte 100 le imposte calcolate in dichiarazione 2018 per l’anno 2017, se ho già pagato un acconto IRPEF di 90 nel corso del 2017, il saldo che dovrò versare nel 2018 è pari a 10. Se nell’anno in corso guadagnerai di più della previsione sarai in debito, viceversa se guadagnerai di meno sarai in credito. Tutto chiaro fin qui?

Calcolo acconto IRPEF: quando pagarlo

Oltre al saldo dell’imposta IRPEF, contestualmente devi pagare anche i famigerati acconti IRPEF.

Cosa sono gli acconti IRPEF? Come dice il nome, sono un acconto sulle imposte che dobbiamo pagare per l’anno in corso. In altre parole, mentre se di solito su quel che guadagni nel 2018 paghi le tasse nel 2019, con questo meccanismo nel 2018 paghi un anticipo delle tasse… del 2018! Il versamento dell’acconto IRPEF può essere fatto, a propria discrezione, in unica soluzione il 30 giugno (giorno del pagamento del saldo degli acconti) oppure in due rate se l’importo dovuto è pari o superiore a 257,52€ (il 40% con la prima rata e il 60% con la seconda).

Fisco e tasse: la ritenuta d’acconto

Prima di proseguire con il calcolo acconto IRPEF, vorrei aprire una parentesi sulla ritenuta d’acconto.

Se sei un libero professionista, probabilmente sai già di che sto parlando… Si tratta di una trattenuta effettuata dal datore di lavoro nei confronti di un proprio collaboratore.

È un vero e proprio anticipo sulle imposte del lavoratore.

Ti starai chiedendo cosa c’entra con il calcolo acconto IRPEF… Be’, saperlo ti potrà sempre essere utile.

Pensaci un attimo: e se un giorno ti capitasse di dover intraprendere una collaborazione occasionale? Del resto è un rapporto lavorativo sempre più diffuso in Italia. Non mi dilungherò qui sui dettagli. Voglio giusto farti sapere che, con la ritenuta d’acconto, una parte del compenso viene pagato direttamente allo stato, non al collaboratore, come acconto sull’IRPEF da pagare.

Quindi anche in questo caso hai a che fare con l’imposta di cui stiamo parlando. Bene, adesso che conosci tutti gli aspetti relativi all’IRPEF possiamo passare al tema centrale di quest’articolo. Continua a leggere per saperne di più!

Calcolo acconto IRPEF: i metodi esistenti

Chiarito come funziona il sistema del saldo, vediamo come si calcolano invece gli acconti delle imposte sul reddito. Puoi usare due metodi. Di quali si tratta? Eccoli:

  • storico e
  • previsionale.

Con il metodo storico, in pratica, l’acconto dell’anno in corso è esattamente pari all’IRPEF dell’anno precedente. Se invece applichi il metodo previsionale, pagherai in base al reddito che presumibilmente ricaverai quell’anno.

I vantaggi del metodo previsionale

Il metodo previsionale non dipende dall’andamento storico dei redditi, basando il calcolo esclusivamente sull’annualità in corso. Cosa vuol dire? Che se pensi di conseguire un reddito inferiore rispetto a quello dell’anno precedente il metodo previsionale ti consentirà di versare un acconto inferiore rispetto a quello che avresti versato con il metodo storico. E allora perché non scegliere in automatico il metodo previsionale? Non è così semplice purtroppo.  Un metodo previsionale infatti richiede che nella gestione fiscale ci sia più efficienza e, qualora i calcoli fatti siano sbagliati, ci saranno delle sanzioni che andranno pagate l’anno successivo. Ok, la penale non è particolarmente alta ma siamo tutti d’accordo che sia meglio evitare questo scenario, giusto? La seconda difficoltà riguarda il tuo commercialista, che se non dispone di tutte le informazioni necessarie difficilmente ti proporrà un metodo di calcolo più complesso e che prevede delle penali. Ed ora la palla torna in mano a te: per adottare questo metodo è necessario avere una gestione fiscale efficiente ed essere il più possibile aggiornato sulla tua situazione fiscale. Come però?

Il segreto? Monitorare

Avere faldoni di scontrini e fatture accumulate che porti ogni 4 mesi dal tuo commercialista non è certo l’approccio corretto: se poi la tua previsione è sbagliata, ne paghi le conseguenze, come spiegato poco fa. Piuttosto, ti basterà monitorare la tua situazione utilizzando dei validi strumenti di supporto, tenendo a mente il principio per cui se il tuo reddito è in aumento ti conviene adottare il metodo storico, mentre se è in diminuzione dovresti prediligere quello previsionale.

Principio di cassa

Esiste poi un altro metodo, il principio di cassa, che riguarda le aziende più piccole. Il reddito in questo caso viene calcolato come differenza fra ricavi e altre entrate percepite nel periodo d’imposta di riferimento e l’ammontare delle spese sostenute.

Considera che ricavi, eventuali altre entrate, versamenti e spese vanno a formare il reddito d’impresa.

E le rimanenze finali?

Si portano in deduzione dal primo periodo di applicazione del regime, senza possibili rinvii.

Spero che grazie quest’articolo tu abbia le idee più chiare sul calcolo acconto IRPEF! Continua a seguirmi per tanti altri consigli in materia fiscale.

Nel frattempo, ho una soluzione pratica per te… Conosci già EasyTax Assistant?

Uno strumento del genere può aiutarti ottenere la tanto agognata gestione semplificata della tua fiscalità e aiutarti a capire cosa davvero ti conviene. Un’alternativa piuttosto comoda a calcoli su calcoli da fare in autonomia.

Perché complicarsi la vita quando in realtà sarebbe tutto molto più facile? Si tratta di un metodo garantito, indispensabile quando si ha a che fare con fisco e tasse, non credi?

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