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Come aprire una partita IVA

Sei un aspirante libero professionista ma non sai come fare per aprire la partita IVA? Ti hanno parlato del codice ATECO ma non sai cos’è e come sceglierlo? In questo articolo ti spiegherò tutto ciò di cui hai bisogno per recarti in tutta sicurezza ad aprire la tua partita IVA, vedrai che è più semplice di quanto non sembri!

Partita IVA: cos’è e a cosa serve

La P. IVA è un codice numerico di 11 cifre che identifica un libero professionista, un imprenditore o una società. In questo articolo ci dedicheremo alle prime due di queste categorie, cioè alle persone fisiche. Per sapere qual è la differenza tra professionista ed imprenditore, ti rimando a questo link che spiega bene l’argomento. Ti basti sapere che, salvo pochi casi, se non sei assunto in un’azienda con un contratto di lavoro – tirocinio, contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato – ma eserciti comunque una certa attività, dovrai aprire una P. IVA. Una delle discriminanti principali è, infatti, proprio l’obbligo del versamento periodico dell’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto): i lavoratori subordinati non ne sono tenuti, mentre chi esercita un’attività in forma autonoma è, di regola, soggetto a tale obbligo. Nota bene: la partita IVA è, a tutti gli effetti, un regime fiscale.

Prima di richiedere una partita IVA, quindi, accertati di essere tenuto ad aprirla! Consultati con il tuo datore di lavoro, se ne hai uno (infatti, in certi casi sei comunque considerato un libero professionista con P.IVA anche se hai un vero e proprio “capo”), o con il tuo commercialista di fiducia. E ricordati che la legge prevede diverse esenzioni e regimi alternativi. Tieni anche conto che una legge del 2016 e la Legge di Bilancio 2018 hanno cambiato notevolmente le carte in tavola – come, ad esempio, l’obbligo di fatturazione elettronica a partire dal 2019 – per cui presta la massima attenzione anche ai cambiamenti normativi in materia.

Ma veniamo ai quesiti principali per cui stai leggendo questo articolo: come fare ad aprire la partita IVA e quanto costa.

Come si fa ad aprire una partita IVA

Se vuoi aprire una partita IVA, devi recarti presso una sede dell’Agenzia delle Entrate; ti verrà dato un modulo da compilare, detto “Dichiarazione di inizio attività”. Questo modulo deve essere consegnato presso l’Agenzia delle Entrate compilato e firmato entro 30 giorni dall’inizio della tua attività. Se non vuoi cominciare il tuo rapporto con il fisco con il piede sbagliato, ti conviene attenerti a questo termine! Se vuoi, puoi anche scaricare il modulo dal sito dell’ADE per poterlo compilare in tutta calma e consegnarlo direttamente allo sportello a te più vicino. Se ti viene scomodo anche recarti allo sportello, puoi utilizzare una raccomandata con ricevuta di ritorno o avvalerti della modalità telematica, molto comoda e che prevede il download di un software apposito.

Per aprire una partita IVA bisogna presentare, dunque, richiesta all’Agenzia delle Entrate, la quale provvederà ad attribuire al richiedente il codice di 11 cifre utile ad identificare la sua attività. Sembrerà una banalità, ma ti ricordo inoltre che devi portare con te il tuo documento d’identità.

Il codice ATECO: cos’è e a cosa serve

Contestualmente all’apertura della P. IVA si dovrà scegliere un codice, detto CODICE ATECO; il codice ATECO indica la tipologia dell’attività che eserciterai e andrà aggiornato ogni qual volta l’attività cambierà categoria. E uno dei problemi più grossi riguarda proprio la scelta di questo codice: ricordati, infatti, che la scelta del codice determina altresì la pressione fiscale. Dunque, per scegliere il codice ATECO giusto quel che ti consiglio è di consultare questa pagina, inserire le parole chiave e vedere i risultati che più si adattano all’ attività professionale che andrai a svolgere. Ovviamente, chiedi poi conferma al tuo esperto fiscale di fiducia, prima di procedere!

Il codice ATECO fornisce un indice di redditività: tale indice serve a calcolare a priori quanto sarà l’imponibile sul totale fatturato – ti dice, quindi, qual è la cifra su cui applicare l’aliquota prevista dal regime forfettario. Per ogni categoria, poi, c’è una cifra massima che è possibile fatturare, oltre la quale non ci si può più avvalere del regime forfettario. A grandi linee, sono queste le categorie, con relativa cifra massima per il forfettario e l’indice di redditività (più è basso, ovviamente, meglio sarà!):

  • industrie alimentari e delle bevande – 45.000 – 40%;
  • commercio all’ingrosso e al dettaglio – 50.000 – 40%;
  • commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande – 40.000 – 40%;
  • commercio ambulante di altri prodotti non alimentari – 30.000 – 54%;
  • costruzioni e attività immobiliari – 25.000 – 86%;
  • intermediari del commercio – 25.000 – 62%;
  • attività dei servizi di alloggio e di ristorazione – 50.000 – 40%;
  • attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi – 30.000 – 78%;
  • altre attività economiche – 30.000 – 67%.

Per esempio, se l’attività che vuoi esercitare e per cui stai aprendo la partita IVA è quella di intermediario del commercio, ora sai che il massimo di fatturato annuo per poterti avvalere del regime forfettario è di 25’000€ e l’aliquota prevista da tale regime si applicherà sul 62% di tale cifra.

Altra cosa importante da sapere, quando apri una partita IVA, è che dovrai procedere all’apertura della tua posizione previdenziale presso l’INPS, nonché presso l’INAIL. L’INPS, infatti, richiede il pagamento periodico dei contributi previdenziali, mentre l’INAIL richiede l’accensione di un’assicurazione obbligatoria.

Ora hai tutti gli elementi necessari per capire come procedere all’apertura della tua partita IVA. Oltre ad un bel “in bocca al lupo” per l’inizio della tua nuova attività, ti consiglio di avvalerti di strumenti come EasyTax Assistant, che fa della semplicità e della chiarezza i suoi punti di forza: per avere il pieno controllo sulle tue tasse e risparmiare tempo, energia e denaro, devi solo andare sugli store e scaricare l’App: è gratis!

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