fbpx

Skip links

Come ti finanzio il Recovery Plan: 4 nuove tasse in arrivo dall’UE

Con i Recovery Plan, l’Unione Europea si prepara a sostenere con un grossissimo sforzo economico – 750 miliardi di euro – la ripresa degli stati membri dopo il COVID-19. Ma chi paga il conto?

Per garantire le risorse necessarie, il Recovery Plan sarà finanziato con 4 nuove tasse contenute nella Decisione 2020/2053 del Consiglio dell’Unione Europea del 14 dicembre 2020, che garantiranno all’UE un gettito di 22 miliardi di euro l’anno.

Tasse, ma non per tutti

In occasione dell’approvazione del provvedimento, Valerie Hayer – membro della Commissione Bilanci dell’Unione Europea – ha dichiarato che l’Unione si assicurerà che il debito venga ripagato da 

  • giganti della tecnologia; 
  • evasori fiscali; 
  • grandi inquinatori stranieri; 

e altri che si avvantaggiano del mercato unico Europeo senza però contribuire equamente alla sua prosperità e alla protezione del pianeta.

“We will now ensure that the debt is repaid by tech giants, tax dodgers, big foreign polluters and others who do benefit from our single market but do not contribute fairly to our prosperity and the protection of our planet”

Insomma, gli scrocconi.

I provvedimenti previsti per finanziare il Recovery Plan e la ripresa dei paesi membri UE si muovono in questa direzione.

Quali sono le 4 nuove tasse per finanziare il Recovery Plan?

Le quattro nuove tasse incluse nella decisione serviranno a dotare l’UE di ulteriori risorse proprie, che andranno a incrementare dello 0,6% circa le entrate dirette dell’Unione.

I provvedimenti comprendono:

  • un maggior rigore fiscale sui giganti del web e della tecnologia;
  • una tassa sullo scambio delle quote di emissione dei gas serra;
  • una tassa sul quantitativo di imballaggi plastica non riciclati da ciascuno Stato e sui beni importati da paesi ecologicamente poco virtuosi;
  • contributi basati sull’IVA semplificata.

Giganti del web

Il primo provvedimento a finire sul tavolo dell’Unione riguarda una tassazione più severa per i giganti del web (es. Google, Amazon, Microsoft ecc) che si avvantaggiano del mercato unico ma hanno spesso sedi in paesi con fiscalità agevolata – insomma, guadagnano qui ma pagano altrove.

L’asta del gas

L’attuale sistema per il contenimento delle emissioni di gas serra prevede la possibilità per le imprese di ricevere o acquistare delle quote di emissione (carbon credit), per compensare le proprie emissioni. 

Le aziende che non esauriscono i propri crediti, possono rivendere le eccedenze tramite aste: ora parte dei proventi di queste aste (circa il 20%), andranno a finanziare l’UE e la ripresa.

Plastic Tax

Nella decisione è prevista un’aliquota uniforme uniforme di prelievo sul peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati generati in ciascuno Stato membro, la cosiddetta Plastic Tax:

“L’aliquota uniforme di prelievo è pari a 0,80 EUR per chilogrammo. Ad alcuni Stati membri si applica una riduzione forfettaria annua”. (Decisione 2020/2053 del Consiglio dell’Unione Europea del 14 dicembre 2020).

Pare sia in arrivo anche una stretta, sotto forma di tassazione, sull’importazione di prodotti  da Paesi con standard ecologici non in linea con quelli europei.

Questa stretta ecologica garantirebbe all’UE un gettito di circa 7 miliardi di euro l’anno per finanziare il Recovery Plan.

Imposta sulle società

Al momento in Europa vigono 28 regimi diversi di tassazione delle società che creano distorsioni e vuoti da cui le aziende più grandi possono trarre vantaggio.

Per contrastare questo fenomeno, l’UE mira a creare un regime unico di tassazione delle imprese che operano nell’Unione Europea – stabilendo inoltre parametri per accertare l’eventuale presenza “digitale” dell’impresa multinazionale in un paese dell’Unione Europea e assoggettarla a tassazione.

Il provvedimento prevede un’aliquota del 3% applicata su questa base imponibile consolidata comune, per un introito che si aggira intorno ai 12 miliardi di euro all’anno.

IVA

L’ultimo dei 4 provvedimenti sul Recovery Plan, nell’ambito di una più ampia riforma delle entrate, prevede una semplificazione dell’IVA e la riduzione dal 20 al 10% della trattenuta effettuata dagli stati per le spese di riscossione, che comporterà un guadagno per il bilancio UE di quasi 25 miliardi l’anno.

Leave a comment

Name*

Website

Comment