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Contributo integrativo affitto 2018: come ottenerlo

In questo articolo precedente ti ho spiegato come funziona il contributo integrativo affitto 2018, che viene di regola regolato ed elargito dal Comune mediante bando. Ora, ti svelerò alcuni dettagli che potrebbero tornarti molto utili per ottenerlo, e che molti non conoscono!

Contributo integrativo affitto 2018: un breve riassunto

Se non hai voglia di leggerti tutto l’articolo precedente oppure hai già un’infarinatura sull’argomento, allora sarà sufficiente ricordarti che il contributo integrativo affitto 2018 consiste in un vero e proprio bonus che si ottiene quando il proprio nucleo famigliare è in difficoltà, nello specifico quando presenta un ISEE inferiore a 26’000€ e chi contribuiva al reddito del nucleo famigliare ha perso il lavoro o non può più lavorare per cause esterne alla sua volontà. Come puoi immaginare, ci sono un sacco di dettagli di contorno che, seppure non siano fondamentali, possono aiutarti sicuramente a meglio comprendere il funzionamento di questo bonus elargito dallo Stato o dal Comune. Vediamo insieme quali.

Contributo integrativo affitto 2018: cumulabilità con altri aiuti

Ci sono, per fortuna, tanti bonus previsti per soggetti singoli, e talvolta anche per famiglie, che si trovino in situazioni oggettive di difficoltà (vedi, ad esempio, il “bonus figli“). Ti sarai sicuramente chiesto se richiedere il contributo integrativo affitto 2018 nasconda il classico tranello, cioè ti precluda la possibilità di avere altri bonus. La risposta va articolata in diversi casi: è vero, infatti, che se hai richiesto un qualche tipo di aiuto economico le tue possibilità di ricevere anche il contributo comunale integrativo dell’affitto siano decisamente più ridotte, e viceversa. Tuttavia, sono i Comuni stessi che, di volta in volta, stabiliscono esattamente quali contributi e rimborsi escludano gli altri e quali, invece, siano cumulabili. Come avrai capito da questo articolo, infatti, i casi di cumulabilità non sono pochi, comunque, quindi non disperarti subito.

Per quanto, poi, riguarda il REI, cioè quello che ora verrà conosciuto con il nome di Reddito di Cittadinanza, verrà ridotto nella quantità erogata al cittadino che abbia già chiesto il contributo comunale integrativo affitto 2018; insomma, potrai chiedere il Reddito di Cittadinanza, ma dovrai aspettarti che sia più basso se avrai già chiesto anche il contributo integrativo dell’affitto.

Contributo comunale integrativo affitto 2018: il fondo per la morosità incolpevole

Una domanda legittima che ti sarai posto è: ma da dove prende i soldi, lo Stato? Magari non ti importa granché, ma di sicuro fa strano sentire che il Comune ti paga una parte d’affitto. Invece è proprio così e tutto ciò è reso possibile da un fondo comunemente chiamato “Fondo morosità incolpevole” che, grazie alle imposte riscosse dallo Stato ogni anno, permette a certi Comuni italiani di dare supporto alle famiglie che hanno problemi a pagare l’affitto. Il Fondo Morosità Incolpevole viene “rimpinguato” ogni quadriennio e le sue risorse vengono distribuite non a tutti i Comuni, bensì solo a quelli che presentano una “importante tensione abitativa”: in altre parole, laddove si rileva che le famiglie fanno fatica a pagare il canone d’affitto a fine mese. Per il quadriennio 2016-2020 il Fondo Morosità Incolpevole dispone di 190 milioni di €, sebbene sia una cifra che viene spesso modificata.

Contributo comunale affitto: il Fondo Nazionale Sostegno all’Accesso alle Abitazioni in Locazione

Il Fondo Nazionale Sostegno all’Accesso alle Abitazioni in Locazione è un altro fondo ancora che garantisce un ulteriore sostegno economico alle famiglie in difficoltà: il contributo in questione è pari alla differenza tra il canone di locazione tipo di una casa popolare ed il canone che viene pagato dalla famiglia che si trova in guai economici. Come poter accedere a tale altro Fondo? Dunque, la procedura, al solito, non è delle più snelle e prevede che ogni Comune pubblichi un bando a cui iscriversi e che traccerà delle graduatorie; se si rientra in tali graduatorie, si ha diritto al “sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione”. Nel caso pratico, ti conviene andare in Comune e chiedere quale sia la scadenza del bando per l’anno corrente, in modo da potervi applicare in tempo.

Contributo integrativo affitto: come si viene scelti

Riassumendo, dunque, per poter richiedere il contributo integrativo affitto al proprio Comune si dovranno soddisfare due requisiti:

  1. Non poter esercitare attività lavorativa per una delle cause esposte in questo articolo.
  2. Essere in linea con i requisiti riportati nell’articolo appena riportato (punti 1-8).

A quel punto sarà necessario presentarsi in Comune e fare domanda per il contributo integrativo affitto. Ti avverto, però: tutto ciò non sarà sufficiente, dovrai infatti, come ti avevo già detto a inizio articolo, comparire nella graduatoria che viene stilata a chiusura del bando. La graduatoria in questione prende in considerazione tutta una serie di criteri detti “preferenziali”, vediamo quali:

  1. Presenza di un minore nel nucleo familiare
  2. Presenza di un ultra settantenne nel nucleo familiare
  3. Presenza di un invalido almeno al 74% nel nucleo familiare
  4. Presenza di un familiare, nel nucleo familiare, che sia a carico dei servizi sociali o delle ASL
  5. L’aver stipulato un nuovo contratto di locazione a canone concordato

Non sarebbe carino se ti augurassi di soddisfare tutti questi requisiti ma, nel malaugurato caso in cui ciò corrisponda al tuo caso, almeno ti potrai consolare sapendo che avrai grandi possibilità di arrivare in alto nella graduatoria e ottenere il tanto agognato contributo comunale integrativo d’affitto!

Questo articolo ti ha mostrato quanto sia complicato il mondo dei bonus, del fisco e delle tasse. Certo, niente di nuovo, ma ribadirlo non può che renderti più evidente di quanto tu non possa fare tutto da solo: e al contempo il commercialista costa e sarebbe opportuno rivolgersi a lui solo quando davvero è necessario e può aiutarci in concreto. Per tutto il resto, c’è EasyTax Assistant: un aiuto concreto giorno per giorno direttamente sul tuo smartphone, un’App fondamentale per dipendenti e liberi professionisti che vogliano avere il controllo delle tasse e risparmiare un po’ di soldi. Scaricala subito dagli store, è gratis!

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