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Detrazione al 19%? Potresti perderla: ecco come evitarlo

Se usi il denaro contante per il pagamento delle spese detraibili al 19%, fai attenzione: perderai la detrazione.

Nell’ultimo anno abbiamo sperimentato una forte spinta alla digitalizzazione, anche a livello del sistema fiscale. 

Da questo punto di vista, la pandemia ha solo accelerato (e di molto) un trend già avviato: tramite iniziative come il cashback e la lotteria degli scontrini, lo Stato ha voluto incoraggiare i pagamenti in formato elettronico a scapito del denaro contante.

A questi sistemi “premianti”, si affiancano anche iniziative deterrenti: tra queste c’è proprio quella che riguarda le detrazioni al 19%.

Il contante non conta più

Solo i pagamenti elettronici infatti daranno diritto alla detrazione al 19% della spesa sostenuta. I pagamenti in contante invece, anche se debitamente documentati, non daranno diritto all’agevolazione.

Si tratta di un cambiamento non indifferente, considerando che la gamma delle spese detraibili al 19% è piuttosto ampia. Tra queste ci sono, a titolo di esempio:

  • Abbonamenti al trasporto pubblico
  • Contributi per collaboratori domestici
  • Rette per gli asili nido (pubblici e privati)
  • Spese di istruzione
  • Spese veterinarie

L’eccezione alla regola è costituita dalle spese sanitarie, che costituiscono da sempre la voce più consistente degli oneri con detrazione al 19%, per cui lo Stato consente di pagare anche in contanti le prestazioni sanitarie presso strutture pubbliche o private convenzionate, i medicinali e i dispositivi medici, senza perdere la detrazione. 

Purché se ne conservi la ricevuta, ovviamente!

Detrazioni al 19% – Parola d’ordine: tracciabilità

In armonia con l’impegno nella lotta all’evasione fiscale, il legislatore ha intrapreso una svolta verso la più completa tracciabilità delle spese. 

Dal 2020 va tracciata qualunque spesa con detrazione del 19%, pena la perdita dell’agevolazione.

Non basta però effettuare il pagamento con metodi tracciabili, per accedere alla detrazione, ma occorrerà presentare, comunque, la documentazione integrativa che colleghi la spesa alla propria identità e a quella del destinatario del pagamento: questo anche per evitare che qualcuno possa detrarre spese altrui.

Si possono configurare 4 differenti scenari a seconda del metodo di pagamento impiegato.

Carta di Credito
Con questo metodo di pagamento non è sufficiente la semplice ricevuta, ma bisogna allegare l’estratto conto per verificare quali sono i soggetti coinvolti.

Bancomat
In caso di pagamento con bancomat (carta di debito) basta conservare la ricevuta del Pos.

Carta prepagata
Come per il bancomat, è sufficiente la ricevuta del Pos. In caso di pagamento online, per cui le prepagate sono molto usate, occorrerà stampare la lista dei movimenti, e la ricevuta del sito in cui si è effettuato l’acquisto.

Altri pagamenti elettronici
Oggi è possibile pagare perfino con l’orologio, per non parlare degli smartphone, con cui le transazioni sono ormai all’ordine del giorno. In caso di pagamenti con app di pagamento, occorrerà esibire il relativo estratto conto o la stampa della ricevuta elettronica della singola transazione.

Digitali ma non troppo

Insomma, la nostra è una digitalizzazione part-time: anche così infatti, occorre mettere mano alla carta per dimostrare le spese sostenute e ottenere la detrazione al 19% delle stesse.

In questo fioccare di scontrini, estratti conto, ricevute cartacee e non, serve un grosso sforzo per tenere tutto in ordine e non perdere le agevolazioni che ci spettano.

Puoi compiere questo “ultimo miglio” della digitalizzazione con EasyTax, l’assistente fiscale virtuale che tiene in ordine tutta la tua contabilità direttamente dal tuo smartphone, e calcola automaticamente le detrazioni che ti spettano.

Addio sviste, benvenuta EasyTax!

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