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Imposta bollo conto corrente: ecco cosa sapere!

Vuoi sapere se e quali tasse paghi sui soldi depositati in banca, ovvero la famosa imposta di bollo conto corrente? Continua a leggere quest’articolo!

Cos’è esattamente questa imposta?

Ci sono tasse su tutto e, se hai fatto il quiz di EasyTax Assistant, saprai che le tasse possono essere davvero le più disparate! Quello che, però, forse non sai è che c’è anche una tassa sul conto corrente.

Per poter custodire i nostri denari, infatti, e intestarci – o tenere aperto – un nostro conto corrente dobbiamo pagare una tassa, l’imposta di bollo su conto corrente.

In particolare, ti spiegherò in cosa consiste questo tipo particolare di imposta che è stata introdotta con il decreto Salva Italia e attualmente regola la materia.

Tuttavia, una premessa è subito doverosa: non c’è una tassa vera e propria per i soldi depositati in banca, come alcuni credono. Questa imposta è, infatti, sì una tassa, ma fissa, il che vuol dire che non aumenta all’aumentare dei soldi depositati.

Questa imposta si applica sulla base del seguente principio: va tassato anche il servizio di cassa – cioè  prelievi e depositi – di cui ci si può avvalere aprendo un conto corrente presso una banca o una posta!

Quando si applica?

C’è una soglia minima per applicare questa imposta! Infatti, la giacenza del conto corrente – vale a dire quanti soldi vi sono stati depositati sopra – dev’essere superiore a 5000€. In sintesi non va pagata sempre, ma si applica solo a chi ha un conto corrente contenente almeno 5000€.

Una precisazione è d’obbligo: l’imposta di bollo conto corrente non va confusa con il bollo su conto deposito, che è un’altra cosa e di cui parleremo in un articolo separato.

Per poter applicare questa imposta, dovremo tenere in considerazione le somme sopra i 5000€ versate su estratti conto, in rendiconti di libretti di risparmio nonché investite in prodotti finanziari – come i buoni fruttiferi.

Questa imposta non si applica ai rapporti intercorsi tra gli enti gestori e i Confidi, organismi senza scopo di lucro a carattere associativo costituiti da piccole e medie imprese.
Non si applica neanche ai conti delle amministrazioni pubbliche, in quanto esse sono svincolate dal pagamento dei bolli. Sarebbe, infatti, paradossale che un’amministrazione pubblica pagasse un’ imposta, che sarebbe come versare una tassa…a sé stessi!

A quanto ammonta l’imposta di bollo conto corrente?

A questo punto, arriviamo alla domanda più importante: quanto è l’ammontare di questa imposta?
La risposta si declina diversamente a seconda che intestatario del conto corrente sia una persona fisica o giuridica:

  1. Di persone fisiche: il totale dovuto è pari 34.20€ all’anno
  2. Di persone fisiche con P.IVA e persone giuridiche: il totale dovuto a 100€ all’anno

Altri casi particolari di imposta di bollo conto corrente

Devi prestare attenzione al fatto che se hai soldi depositati presso un conto posta, si applica comunque una imposta di bollo conto corrente perché, di fatto, tra conto posta e conto corrente non c’è distinzione.

Come si calcola?

Per il suo calcolo devi seguire tre facili passaggi:

  1. Sommare i saldi giornalieri del conto corrente
  2. Dividere per il numero dei giorni di rendicontazione o di detenzione del rapporto
  3. Calcolare la giacenza di ciascun rapporto per la quota di detenzione (es.: conto cointestato)

Ti ricordi che poco fa ho menzionato una soglia minima per l’applicazione della imposta bollo conto corrente? Per calcolare il valore dei prodotti finanziari ci si basa sul valore di mercato; qualora questo valore non sia reperibile, ci si basa sul valore nominale o di rimborso ricavabile al 31 dicembre dell’anno di imposta.

Devi anche sapere che l’imposta bollo conto corrente si applica non su base annua, ma su base trimestrale. In altre parole, questa imposta prevede che il saldo dei 5000€ non venga calcolato una volta all’anno, ma ogni trimestre: basta avere superato tale soglia in un trimestre (anche se, su base annua, la media della giacenza sarebbe inferiore) per essere tenuti a pagare l’ imposta di bollo conto corrente. Ma, in tale caso, l’imposta non sarà da pagare interamente: si divide, infatti, l’anno in 4 periodi (quindi, 4 trimestri) e l’imposta in altrettante parti: vale a dire che l’imposta di bollo conto corrente dovuta per ciascun trimestre è di 8,55€, per un totale annuo di 34,20€.

Per non pagarla, quindi, non dovrai avere sforato il tetto dei 5000€ in nessuno dei 4 trimestri annuali. Potrai, invece, avere avuto 5000€ o più depositati, a patto che poi tale soglia sia diminuita in modo che la media trimestrale rimanga sempre al di sotto dei 5000€.

Imposta bollo conto corrente: casi di esenzione

Come sappiamo, quindi, l’imposta di bollo conto corrente non si applica per le giacenze inferiori ai 5000€. Abbiamo visto che non si applica neanche ai Confidi e alle PA. Ora vediamo ulteriori casi di esenzione dal bollo conto corrente:

  • Estratti e libretti intestati a cittadini con saldo in rosso, quindi a zero
  • Conti di pagamento detenuti presso istituti di pagamento o IMEL: IMEL sono quegli istituti che emettono la c.d. moneta elettronica, cioè quella delle carte di debito che sono ora tanto diffuse. Importante condizione è che non siano dei veri e propri conti correnti (la distinzione è molto labile, specie da quando alcune carte elettroniche di pagamento prevedono un codice IBAN).
  • Esenzione bollo conto corrente per titolari esclusi dalle spese bancarie e postali, in caso di ISEE 2018 inferiore a 7500€.

Ti ho detto tutto ciò che ti serve sapere su imposta di bollo conto corrente. Se ti sembra complicato, sappi che il mondo fiscale è proprio così: una giungla in cui districarsi è un’impresa non da poco. EasyTax Assistant è nata proprio per aiutarti a gestire le tue tasse in modo più semplice, veloce ed efficace!

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