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Pagare meno tasse: ecco 7 buone abitudini che ti aiutano

Ti stai chiedendo come pagare meno tasse? Ecco la risposta… 

Partendo dal presupposto che l’evasione non è la soluzione adatta per contrastare l’ingente pressione fiscale a cui siamo sottoposti, questo articolo si propone di mostrarti come esistano dei metodi virtuosi capaci di ridurre la pressione fiscale. Continua a leggere per saperne di più!

Ridurre la pressione fiscale è possibile

L’attuale sistema fiscale italiano, nonostante possa essere asfissiante sotto certi aspetti, lascia parecchi margini di libertà e di possibilità di risparmio a chi conosce bene la normativa e sa districarsi tra detrazioni, deduzioni, leggi speciali, ma soprattutto a chi sa gestire efficientemente la propria fiscalità. Allora perché non essere tu il prossimo?

Qui di seguito troverai le “sette regole d’oro” (o più che altro buone pratiche) che possono darti una grossa mano nel combattere la tua “battaglia” verso un efficiente gestione fiscale!

1. Pagare meno tasse: informazione e conoscenza degli argomenti

Scommetto che parecchie volte ti sei stupito e sei rimasto incredulo quando hai scoperto di poter scaricare tramite deduzione e detrazioni spese che non ti saresti mai immaginato! Difatti, troppo spesso i contribuenti non usufruiscono di tutte le agevolazioni fiscali che gli spettano e che potrebbero permettere loro di risparmiare cifre importanti. Una conoscenza di base sul mondo del fisco e della contabilità può esserti fondamentale per riuscire a gestire al meglio le tue spese e la tua vita professionale (dal un punto di vista fiscale).

2. Pagare meno tasse: la scelta del commercialista o Caf

Il commercialista non è solo “quello che ti dice quante tasse pagare e quando pagarle”! La scelta di un buon consulente, che possa farti risparmiare ogni anno il massimo di quello che ti è concesso, è una delle più importanti considerazioni da fare. Diffida quindi “dall’amico del cugino” che si è offerto di tenerti la contabilità per 200 euro l’anno tutto compreso. Un buon commercialista deve essere prima di tutto un consulente fiscale con il quale decidere le linee guida della tua gestione fiscale.

Se rientri nella categoria del lavoratore dipendente o pensionato e, di conseguenza, non hai particolare esigenza di affidarti ad un consulente fiscale, puoi comunque confidare nel supporto di un Caf. I Centri di Assistenza Fiscale non sono altro che organizzazioni che possono aiutarti nella compilazione dei modelli 730 e delle dichiarazioni fiscali, e possono fornirti assistenza nella trasmissione telematica di modelli precompilati, assumendosi la responsabilità attraverso il contributo di un Responsabile Assistenza Fiscale preposto.

3. Pagare meno tasse: la scelta del regime fiscale

La scelta del regime fiscale da adottare rientra senza ombra di dubbio tra le decisioni più importanti che tu possa assumere (insieme a quella relativa alla scelta della forma societaria). È infatti una decisione dalla quale scaturisce qualsiasi futura tassazione. Qualora ne avessi la possibilità, ti consiglio, in aggiunta, di informarti ed eventualmente approfittare del regime forfettario. Lo conosci già? Consente di fruire di una partita IVA agevolata attraverso cui potresti usufruire di grandissimi vantaggi in termini di tassazione.

Se sei un lavoratore dipendente o pensionato ci sono altre tipologie di reddito, oltre a quelle percepite dal datore di lavoro o dallo Stato, sulle quali è importante adottare il miglior regime di tassazione. Se infatti possiedi un immobile che in questo momento è in affitto, da cui deriva un certo reddito, potrai ad esempio avvalerti del metodo della cedolare secca.

In cosa consiste? Prevede un regime di tassazione alternativo e presenta vantaggi come l’esonero del versamento di imposte di bollo e di registro nel momento della registrazione e del rinnovo del contratto. Così come per le rendite finanziare, per le quali bisogna avere ben chiaro il sistema di tassazione onde evitare di trovarsi a fare i conti con delle “spiacevoli” sorprese.

4. Pagare meno tasse: previdenza complementare

La maggior parte dei giovani lavoratori, ancora lontana dalla pensione, non ha buone prospettive al riguardo. Una buona pratica è quella di aderire a una forma pensionistica volontaria complementare da integrare a quella obbligatoria. Quello che molti non sanno è che una pensione integrativa offre, oltre a una maggiore garanzia per il futuro, anche la possibilità di abbattere il reddito imponibile e quindi risparmiare parecchi soldi in termini di IRPEF.

5. Pagare meno tasse: pianificazione fiscale

Prevenire è sempre meglio che curare! Se hai sentito parlare di pianificazione fiscale, senza comprenderne a pieno il significato, sappi che nel gergo tecnico la pianificazione fiscale è l’attività con cui i contribuenti pianificano, in modo del tutto legale, cosa dovranno fare per pagare meno tasse. In altre parole non fanno altro che pianificare le azioni da mettere in atto per ottenere il massimo risparmio (che sia ovviamente in linea con quanto previsto dalla legge!).

6. Pagare meno tasse: costante monitoraggio della situazione economica e contabile

Potrà sembrarti una banalità, ma è proprio un continuo e corretto monitoraggio della situazione economica e della contabilità che farà la differenza quando dovrai pagare le tasse. Tramite un minimo di “organizzazione” e un buon sistema di monitoraggio della tua situazione economica avrai la possibilità di raccogliere le informazioni adeguate per sapere, ad esempio, se e quando è il caso di fare un investimento, piuttosto che utilizzare una delle agevolazioni fiscali a te riservate.

7. Pagare meno tasse: operare nella legalità

Ultimo punto, ma non per importanza. Infatti, se rispetterai tutte le considerazioni e i suggerimenti presenti nei 6 punti precedenti non avrai di certo bisogno di ricorrere a inutili furbate! A causa delle violazioni relative all’omesso, ritardato o non sufficiente versamento delle imposte è prevista, come regola generale, una sanzione ordinaria pari al 30% di ogni importo non versato o pagato in ritardo.

Questo non vuol dire che chi “sbaglia”, in buona fede, è perso: è possibile regolarizzare omessi, ritardi o non sufficienti versamenti di imposte attraverso uno strumento che si chiama ravvedimento operoso. Cosa significa questo? Che è possibile pagare una sanzione amministrativa notevolmente ridotta rispetto a quella ordinaria del 30%.

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