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Perché la benzina in Italia costa così tanto? Scoprilo qui!

Perché la benzina in Italia costa così tanto? Scoprilo in quest’articolo!

Ecco perché il carburante è caro nel nostro Paese

Ti sei chiesto molto spesso quale sia il motivo per cui in Italia il prezzo della benzina è nettamente superiore rispetto agli altri Stati Europei, senza riuscire a trovare una risposta adeguata?

Forse non ne sei a conoscenza, ma in Italia per ogni litro di carburante che si acquista solo una minima parte è dovuta al reale costo industriale della materia prima. Il resto del costo infatti è commisurato alle varie tasse ed imposizioni che gravano sui carburanti. Facciamo un po’ di chiarezza: vediamo nel dettaglio il prezzo del carburante per capire meglio perché siamo costretti a spendere una fortuna quando andiamo al distributore.

Perché il carburante costa così tanto in Italia: analizziamo il prezzo

Per semplificare il ragionamento e farti capire quanto la tassazione in Italia sulla benzina sia esosa possiamo dividere il prezzo attuale in tre parti: il prezzo netto del combustibile, le accise e l’iva. Mentre sul prezzo netto del combustibile c’è poco da dire dal momento che dipende dal mercato e dalle sue oscillazioni, sulle accise e sull’iva ci sarebbe molto di cui discutere.

Le accise sono infatti delle imposte che si applicano sulla fabbricazione e sulla vendita di alcuni prodotti al consumo, sulle quali è imposta un’aliquota fissa. Difatti a differenza dell’Iva, le accise si basano sulla quantità del venduto e non sul loro reale valore. Sono letteralmente imposte di scopo e come tali vengono introdotte dai vari governi per il perseguimento di una specifica finalità o obiettivo, per poi prevederne la loro eliminazione una volta raggiunto il fine.

Nate da provvedimenti temporanei per finanziare alcune necessità o urgenze sorte (si pensi ad esempio agli incentivi per la ricostruzione dopo calamità naturali o interventi di natura militare), nel tempo il loro ruolo è divenuto definitivo e dall’introduzione della primissima accisa, nessuna è poi mai stata eliminata.

Ma quali accise esistono? Continua a leggere per scoprirle tutte… sono parecchie!

Perché il carburante costa così tanto in Italia: le accise

Per farti comprendere maggiormente, ti fornisco un elenco contenente tutte le accise attualmente in vigore (ben 17):

  1. 0,000981 euro: finanziamento per la guerra d’Etiopia (1935-1936)
  2. 0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez (1956)
  3. 0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)
  4. 0,00516 euro: ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze (1966)
  5. 0,00516 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Belice (1968)
  6. 0,0511 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Friuli (1976)
  7. 0,0387 euro: ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia (1980)
  8. 0,106 euro: finanziamento per la guerra del Libano (1983)
  9. 0,0114 euro: finanziamento per la missione in Bosnia (1996)
  10. 0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004)
  11. 0,005 euro: acquisto di autobus ecologici (2005)
  12. 0,0051 euro: terremoto dell’Aquila (2009)
  13. da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (2011)
  14. 0,04 euro: emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011)
  15. 0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana (2011)
  16. 0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” (2011)
  17. 0,02 euro: terremoto in Emilia (2012).

Leggendo potrai notare come esistano delle accise che ancor oggi paghiamo per fatti risalenti al 1935, ad esempio la guerra in Etiopia. Volendoti dare ulteriormente una prospettiva chiara ed esaustiva, ti fornisco alcuni semplici numeri che ti potranno essere utili: dal 1970 al 2015 gli italiani (te compreso!) hanno contribuito tramite accise ad incrementare le casse statali per 145 miliardi… in sostanza pari all’ammontare dell’intero Pil della Slovacchia!

Inoltre, non so se ne sei al corrente, ma ogni qual volta che ti rechi presso un’area di servizio a fare rifornimento alla tua auto o alla tua moto, paghi 0,728 euro per ogni litro di benzina in accisa, dunque per finanziare la ricostruzione delle zone che sono state devastate negli ultimi decenni da questi eventi sismici.

Perché la benzina in Italia costa così tanto: come sono calcolati i 0,728 euro

Pensa che il totale delle accise ammonta a circa 0,41 euro (0,50 euro IVA inclusa). A ciò si somma la cosiddetta imposta di fabbricazione sui carburanti, che porta ad ottenere i seguenti risultati sul carburante:

  • Benzina: 728,40 € per 1000 l
  • Gasolio: 617,40 € per 1000 l
  • GPL: 267,77 € per 1000 kg
  • Gas naturale: 4,4 € per 1000 kg.

A questi prezzi occorre aggiungere l’Iva pari al 22% che nel caso della benzina verde ammonta a 0,284 euro. Per arrivare al calcolo del prezzo finale vanno aggiunti il costo della materia prima (che costituisce il 27% del prezzo finale) e il margine lordo, cioè la differenza tra il prezzo al quale la benzina viene venduta al netto delle tasse e il prezzo al quale il benzinaio la compra ancora prima di rivenderla.

Perché la benzina in Italia costa così tanto: agevolazioni

Anche nel caso delle accise sul carburante esistono delle agevolazioni sulla base di quanto stabilito dal Testo Unico delle Accise, ed alle successive circolari dell’Agenzia delle Dogane. È infatti possibile per le Aziende operanti entro siti ben delimitati, ottenere il rimborso del 70% dell’accise sul gasolio per il carburante consumato dalle macchine operatrici, fisse o semoventi, per la produzione di forza motrice con motore termico durante le ore di lavoro effettivo. Ciò è possibile quando tale attività è condotta da:

  • persone fisiche o giuridiche iscritte nell’albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi
  • persone fisiche o giuridiche munite della licenza di esercizio dell’autotrasporto di cose in conto proprio e iscritte nell’elenco appositamente istituito.

Ora sai perché la benzina in Italia costa così tanto. Certo, saperlo non rende il boccone meno amaro, però almeno abbiamo fatto un po’ di chiarezza sulla situazione. Il prezzo è il risultato di accise che andrebbero senza dubbio riviste, in modo particolare quelle riguardanti eventi piuttosto datati.

Abbiamo visto anche comunque che ci sono agevolazioni, quindi se è il tuo caso approfitta di quest’opportunità. Ma c’è una soluzione ancora più interessante…

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