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RegTech: semplificare la compliance normativa

Regole, regole, regole: troppe, troppo complesse, spesso in contraddizione l’una con l’altra. Ecco il grande problema degli italiani (che alle regole, di base, sono sempre stati per natura un po’ avversi).

Accade così che talvolta, a causa di questa complessità, onesti e disonesti finiscono sullo stesso piano: quello di chi non rispetta le regole – salvo che i secondi sanno come non farsi beccare.

Oppure che, per eccesso di zelo o prudenza, si finisce per rimetterci.

Anche ammesso che questa complessità sia endemica del nostro Paese, non è detto che non si possano apportare dei correttivi dal lato del contribuente. 

Per questo nasce la RegTech.

La RegTech in breve

RegTech è la crasi dei termini Regulation e Technology: indica l’applicazione di strumenti tecnologici in ambito di procedure di compliance regolamentare, per essere adempienti rispetto alle normative e addirittura aumentare la propria efficienza.

RegTech insomma è tecnologia applicata alla regolamentazione.

Adeguare i propri processi e strutture alle regolamentazioni sempre più numerose e stringenti che accompagnano la globalizzazione e la digitalizzazione è diventata un’attività a tempo pieno, che comporta un consumo elevato di tempo ed energie.

L’obiettivo del RegTech, che fa parte a sua volta del più ampio (e famoso) universo del FinTech, è diminuire l’attrito tra attività di impresa e regolamentazione, proteggendo la prima dalle insidie della seconda, con l’aiuto di automazione, AI e machine learning.

Chi ha paura del GDPR?

Ti ricordi l’ondata di terrore e panico da prestazione che travolse l’Italia in occasione dell’arrivo del GDPR?

Ci fu un sacco di confusione (in parte dovuta alla complessità del rapporto tra il nostro sistema-paese e la regolamentazione) che dura ancora adesso.

Si stimava che nel primo anno di applicazione della nuova normativa europea, le sanzioni per la non conformità avrebbero dovuto aggirarsi intorno ai 6 miliardi di dollari per il solo settore finanziario.

A inasprire il contesto è giunto anche il MiFID II (direttiva Ue che impone standard molto elevati di trasparenza e tutela dei clienti), articolato in 1400 norme per un totale di 7000 pagine.

L’aderenza agli standard fissati da questi – pur necessari – strumenti regolatori dell’Unione Europea comporta per le imprese uno sforzo sproporzionato ai risultati. 

Dura lex, sed lex.

E una volta appurato che la legge va rispettata, si è cercato uno strumento che consentisse di tenersi al passo sempre più veloce della regolamentazione senza esserne calpestati e senza sacrificare la produttività: in una parola, RegTech.

Cosa può fare il RegTech

Ma in che modo, esattamente, la tecnologia alla base del RegTech aiuta le imprese in questo senso?

Possiamo individuare diversi ambiti di applicazione, tra cui:

Reporting

Alla base di moltissimi inadempimenti c’è un gap di conoscenza – delle norme, da un lato, e dei dati dall’altro. 

Si tratta di un’attività necessaria, ma costante, lenta e a bassissimo valore aggiunto – oltre che logorante per le persone. 

Sembrerebbe invece il lavoro perfetto per una macchina, che può portarla a termine facilmente la raccolta di dati e il reporting attraverso tecnologie di analisi.

Compliance e risk management

Come fai a correggere l’errore, se non sai di aver sbagliato?

L’intelligenza artificiale è in grado di monitorare costantemente l’aderenza ai requisiti normativi, evitando sanzioni.

Addirittura, può prevedere i rischi relativi alla regolamentazione, consentendo di giocare d’anticipo.

Certificazione

Tecnologie come la blockchain possono essere impiegate con successo in ambito RegTech, per certificare con un grado di sicurezza mai visto prima (e impensabile per via analogica) l’affidabilità delle operazioni effettuate.

Non solo imprese

Il mercato della RegTech si sta allargando anche nella direzione dei servizi ai singoli cittadini.

Ciascuno di noi è chiamato a rispettare, soprattutto in ambito fiscale, leggi e regolamenti sempre più numerosi e stringenti, che comportano sanzioni pesanti in caso di mancato adempimento.

Prova a pensare a quanto è complesso pagare le tasse, ad esempio: un gesto utile, che l’Amministrazione Fiscale dovrebbe invece rendere, nel proprio interesse, il più semplice possibile per il contribuente. 

Così va a finire solitamente in due modi:

  • con un avviso di accertamento;
  • con il pagamento di somme non dovute (magari non richiedendo le agevolazioni a cui si avrebbe diritto) per evitare preoccupazioni.

Possibile che le stesse tecnologie che agevolano la compliance di imprese che fatturano milioni di euro e devono rispettare un numero esorbitante di regolamenti, non possono essere messe al servizio del singolo cittadino?

Ovviamente la RegTech è arrivato anche qui. Per rispondere a queste esigenze è nata EasyTax: l’app innovativa che semplifica la vita dei contribuenti.

Easy Tax analizza i dati, compila la dichiarazione dei redditi e calcola automaticamente le agevolazioni fiscali a cui si ha diritto.

Pagare le tasse non è mai stato così semplice.

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