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Resto al Sud: che cos’è e come funziona

Negli ultimi anni sempre più imprenditori hanno preferito avviare le proprie attività nel Nord Italia piuttosto che nell’area del Mezzogiorno. Ciò ha contribuito, nel tempo, ha intensificare la differente concentrazione di nuove attività imprenditoriali tra le varie aree del nostro paese, intensificando il divario tra Nord e Sud. Per questo motivo è stato ideato Resto al Sud: l’incentivo rivolto alla fascia under 46 che desidera dare origine a nuove realtà imprenditoriali nel Meridione.

Se non puoi aderire a questo tipo di agevolazione non preoccuparti, a te ci pensa EasyTax Assistant! L’app gratuita (disponibile sia per iOS che per Android) che aiuta migliaia di contribuenti a capire di quante e quali agevolazioni poter usufruire per una migliore e più efficiente gestione delle proprie tasse.

Se invece ti identifichi nel tipo di imprenditore di cui accennato poco sopra, questo articolo fa al caso tuo! Troverai in questo breve articolo informazioni più dettagliate su cos’è e come funziona Resto al Sud.

Resto al Sud: di cosa si tratta

Questo incentivo è accessibile dal 15 gennaio 2018 e per questa misura sono stati stanziati 1.250 milioni di euro, che sono rivolti a specifiche tipologie di imprenditori che devono rientrare in tutta una serie di prerequisiti ben precisi e che riguardano questi parametri:

  • tipologia di attività svolta
  • regione di appartenenza della residenza aziendale
  • altri requisiti ulteriori

Se ti stai informando per capire se puoi usufruire di questi incentivi monetari, quindi, stai bene attento ai requisiti: è fondamentale rispettarli per poter ottenere l’agognato finanziamento!

Resto al Sud: in quali regioni d’Italia

Inizialmente il pubblico cui si rivolgeva Resto al Sud era limitato (imprenditori under 36). Con la Legge di Bilancio 2019 sono state apportate delle modifiche anche per quanto riguarda Resto al Sud: dal gennaio 2019 vengono concesse agevolazioni anche agli imprenditori under 46 e ai professionisti.

Nello specifico, Resto al Sud è rivolto a tutta quella fascia di imprenditori che hanno tra i 18 e i 46 anni e che hanno costituito o stanno per costituire un’impresa individuale oppure una società rientrante nella categoria delle società cooperative. Inoltre, al momento di presentazione della domanda gli stessi imprenditori devono risiedere in una delle seguenti regioni:

  • Abruzzo,
  • Basilicata,
  • Calabria,
  • Campania,
  • Molise,
  • Puglia,
  • Sardegna,
  • Sicilia.

Attenzione, però: la sede legale e operativa dell’attività devono necessariamente permanere in una di queste regioni per tutta la durata del finanziamento. Insomma, quei furbetti che pensavano di istituire la sede legale in una di queste regioni, per poi, però, operare a tutti gli effetti a Milano… sono avvisati!

Resto al Sud: quali tipi di imprese e attività sono ammesse

Ci sono tutta una serie di attività precise ammesse e che possono accedere alle agevolazioni comprese in Resto al Sud. Infatti, coloro che sono interessati ad avviare la propria attività imprenditoriale, usufruendo di questo incentivo, lo possono fare solo se appartenenti a uno dei seguenti settori:

  • Produzione di beni (industriali)
  • Artigianato
  • Trasformazione di prodotti agricoli
  • Pesca e acquacoltura
  • Turismo

Chiaramente, va sempre rispettato il requisito di appartenenza territoriale al Sud Italia.

Inoltre, risultano escluse le attività agricole generiche e il commercio.

Resto al Sud: a quanto ammonta il finanziamento

Gli imprenditori possono richiedere un importo che varia tra i 50.000€ e i 200.000€.

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili e prevede un mix di agevolazioni, nello specifico prevede un:

  • Contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo
  • Finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo garantito da un apposito Fondo di Garanzia per le PMI.

Il progetto, che viene quindi realizzato grazie a Resto al Sud, deve essere compiuto entro 24 mesi dalla concessione del finanziamento.

Inoltre, il rimborso del prestito bancario deve avvenire entro 8 anni dalla concessione del finanziamento.

Resto al Sud: quali spese comprende?

Le spese ammissibili e rientranti nelle agevolazioni previste da “Resto al Sud” sono quelle relative alle seguenti categorie:

  • Ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (collegati all’attività)
  • Acquisizione di nuovi macchinari, impianti ed attrezzature di fabbrica
  • Acquisizione di nuovi Software
  • Spese utili per all’avvio dell’attività stessa (es. per le materie prima, semilavorati, prodotti finiti etc…)

Sono invece escluse le spese per:

  • Beni acquistati tramite locazione finanziaria (leasing)
  • Acquisto di beni di proprietà
  • Commesse interne
  • Acquisto di automezzi, salvo quelli strettamente funzionali alla produzione

Resto al Sud: come fare domanda?

L’iter per la domanda avviene attraverso tre fasi:

  1. Presentazione della domanda

È molto semplice: basta accedere alla piattaforma online dedicata. In questa fase di sviluppo del progetto imprenditoriale vengono offerti dei servizi di consulenza e assistenza gratuiti da vari enti.

  1. Valutazione delle domanda

La domanda viene poi valutata da un’apposita commissione secondo i criteri sopra affrontati, che garantiscono l’idoneità richiesta al finanziamento. Resto al Sud è un incentivo “a sportello”: le domande sono esaminate sulla base dell’ordine cronologico di arrivo della stessa e non seguendo una graduatoria precisa.

  1. Richiesta del finanziamento

Una volta ricevuto l’esito positivo, si può procedere con la richiesta del finanziamento presso una delle banche aderenti alla convenzione ABI (appositamente siglata dalla Banca per il Mezzogiorno).

Se non puoi usufruire di Resto al Sud e sei interessato a scoprire il tuo profilo fiscale e le agevolazioni relative di cui puoi usufruire, scarica EasyTax Assistant (sia per iOS che per Android)!

 

 

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