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Riforma fiscale: è l’ora del modello tedesco?

In questi giorni, il Governo italiano si sta confrontando su una ormai inevitabile riforma fiscale. Sul tavolo delle proposte, c’è anche quella che riprende il modello tedesco.

Il grosso problema del sistema tributario italiano attuale è che distribuisce la pressione fiscale un tanto al kg, e questo penalizza i lavoratori con redditi più bassi, che però sono la maggior parte della popolazione.

Il sistema delle aliquote irpef e scaglioni fiscali infatti prevede una tassazione in percentuale prestabilita per ogni fascia di reddito, ma che tiene in poco o nessun conto le reali condizioni di chi fa parte dello stesso scaglione.

Negli anni, questa impostazione ha fatto sì che la pressione fiscale si accumulasse soprattutto sulle spalle dei lavoratori con redditi medio-bassi, impantanando l’economia generale del paese.

Le carte sul tavolo della riforma fiscale

Per far fronte al problema, il governo in questi giorni si sta confrontando con la sfida di una riforma fiscale che intervenga sul sistema tributario per renderlo, pare, più simile a quello tedesco, che prevede una proporzionalità diretta fra reddito e tasse.

E addio scaglioni.

Le tasse “all’italiana”

Il sistema Irpef italiano ad oggi si regge su 5 scaglioni fiscali:

  1. reddito fino a 15.000 €: aliquota al 23%
  2. reddito da 15.001 fino a 28.000 €: aliquota al 27%
  3. reddito da 28.001 fino a 55.000 €: aliquota al 38%
  4. reddito da 55.001 fino a 75.000 €: aliquota al 41%
  5. reddito oltre 75.000 €: aliquota 43%

Ciascuna delle aliquote si applica solo alla quantità di reddito che eccede lo scaglione precedente.

Le tasse “alla tedesca”

Se nel dibattito sulla riforma fiscale prevalesse l’orientamento al modello tedesco, i 5 scaglioni con le rispettive aliquote sarebbero sostituite da un’aliquota unica personalizzata per ogni contribuente.

In questo modo, invece di calcolare gli importi dovuti in base allo scaglione, ai quali detrarre successivamente tutte le varie deduzioni e detrazioni previste, si calcolerebbe direttamente il tributo finale sulla base del reddito dichiarato e dello stato personale e familiare del contribuente.

Risultato sperato della riforma fiscale: un tributo calcolato sulla reale capacità contributiva dell’individuo, invece che su un’ipotesi statistica.

Questo semplificherebbe moltissimo l’intero sistema, e si sa che la semplificazione è già di per sé risparmio.

Modello tedesco: chi pagherebbe la riforma fiscale?

Ad avvantaggiarsi del modello tedesco sarebbero soprattutto i redditi medio-bassi, in genere più colpiti dalla pressione fiscale – e ancor più provati dopo le vicende del COVID19.

Secondo i suoi sostenitori, la riforma fiscale consentirebbe alle famiglie in queste fasce contributive di tirare il fiato. In particolare, grazie a un abbattimento delle tasse per i redditi compresi tra i 15.000 € e i 20.000 €, e a un sistema di agevolazioni per quelli fino a 40.000 €.

A pagare il conto sarebbero a tutti gli effetti i contribuenti con redditi più alti: chi guadagna di più, paga di più.Il fisco del futuro è su misura?

Fino ad oggi il sistema tributario è stato necessariamente di tipo deduttivo (il fisco fa una “stima” della situazione del contribuente e poi spetta a quest’ultimo presentare le eventuali eccezioni).

Il sistema fiscale ideale invece è quello fatto su misura del singolo contribuente. Si tratta di un modello a lungo considerato utopico, ma a cui le nuove tecnologie consentono di guardare in maniera sempre più pragmatica.

Via via che i flussi di denaro abbandonano il giro del contante per entrare nel mondo delle transazioni dematerializzate, infatti, il livello di controllo – e quindi di dettaglio – da parte dell’autorità tributaria si fa sempre maggiore.

Ora, se da un lato a nessuno piace che gli si facciano i conti in tasca, dall’altro è pur vero che questo consentirà di avvicinarsi sempre più a un modello che distribuisce la pressione fiscale in base alle reali possibilità delle persone.

E un sistema tributario equo, si trasforma in opportunità di crescita per l’intero paese.

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