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Spese per l’istruzione: quali sono quelle detraibili?

Forse non sapremo mai qual è il costo dell’ignoranza, ma certamente possiamo farci un’idea di quale sia quello dell’istruzione: ce ne accorgiamo soprattutto in fase di dichiarazione dei redditi, cercando capire quali e quante siano le spese per l’istruzione detraibili.

Quella dell’istruzione dei figli è una delle principali voci di spesa di una famiglia, fin dalla prima infanzia – come ben sa chiunque si sia visto recapitare il cedolino per la quota di iscrizione al nido, ad esempio.

La buona notizia è che hai diritto a “scaricare” dalle tasse le spese sostenute per l’istruzione, che sia la tua o quella dei familiari a tuo carico, ma solo alcune e fino a un importo massimo.

Ma quali quali spese per l’istruzione dei figli si possono detrarre, e fino a che importo?

La prima importante distinzione che dobbiamo fare è tra detrazione per le spese di l’istruzione universitaria e non.

Spese detraibili per l’istruzione non universitaria

Puoi detrarre dall’Irpef le spese sostenute per l’istruzione non universitaria: questo include la detrazione delle spese per il nido e la scuola materna, e per la scuola primaria (elementari) e secondaria (medie e superiori), sia statali sia paritarie private e degli enti locali.

In queste spese rientrano sicuramente:

  • tasse scolastiche (a titolo di iscrizione e di frequenza) e i contributi obbligatori;
  • spese per la mensa;
  • gite scolastiche;
  • trasporto scolastico (anche se reso per il tramite del comune o di altri soggetti terzi rispetto alla scuola) cumulabile alla detrazione spettante per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto locale, regionale e interregionale.

Non puoi invece dedurre le spese sostenute per l’acquisto di materiale di cancelleria, né quelle per l’acquisto di testi scolastici per la scuola secondaria.

Qual è il limite di detraibilità per le spese scolastiche non universitarie?

La normativa permette di detrarre dall’Irpef le spese scolastiche il 19% delle spese sostenute nell’anno soggetto a dichiarazione, e fino a un massimo di 800 euro per singolo studente.

Inoltre non potrai richiedere la deduzione delle spese che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali.

In caso di rimborso parziale, la detrazione ti spetta comunque sulla parte di spesa non rimborsata.

Non c’è bisogno di dire che, per poter detrarre le spese di istruzione, i figli devono essere a tuo carico!

Inoltre, sia per le spese non universitarie che universitarie, i pagamenti devono essere effettuati con sistemi che ne consentano la tracciabilità.

Detrazione delle spese per l’asilo nido

Se hai figli che frequentano l’asilo nido, puoi detrarre il 19% delle rette pagate nel periodo d’imposta (quindi a prescindere dall’anno scolastico cui si riferiscono) fino a un massimo di 632 euro per ciascun figlio.

La detraibilità vale sia per gli asili nido pubblici che quelli privati, e a prescindere dall’età del bambino: le condizioni sono solo che sia stato ammesso e che frequenti effettivamente il nido.

Non puoi avvalerti della detrazione se hai usufruito del contributo erogato dall’Istituto nazionale della previdenza sociale per far fronte al pagamento della retta relativa alla frequenza di asili nido pubblici o asili nido privati autorizzati.

Spese detraibili per l’istruzione universitaria

La detrazione spetta anche per le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea, corsi di perfezionamento o di specializzazione, master universitari e corsi di dottorato di ricerca tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, italiani o stranieri.

Nota: rientrano in questo elenco anche i costi per la frequenza a Istituti tecnici superiori (ITS) e ai nuovi corsi presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati (non invece quelli privati), che sono equiparati alle spese universitarie.

La detrazione è prevista per:

  • tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche per gli studenti fuori corso); 
  • le spese sostenute per la riattivazione della carriera da parte di chi non avesse rinnovato l’iscrizione per 2 anni consecutivi (la cosiddetta ricognizione);
  • eventuali soprattasse per esami;
  • quote di iscrizione per partecipare ai test di accesso ai corsi di laurea.

Queste spese possono essere detratte dall’Irpef nella misura del 19%.

Viceversa, i contributi pagati all’università pubblica relativamente al riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero, non danno diritto a detrazione. 

Non possono essere “scaricate” neppure le spese sostenute per l’acquisto di:

  • libri scolastici,
  • strumenti musicali,
  • materiale di cancelleria,
  • viaggi ferroviari
  • vitto e alloggio necessari per consentire la frequenza della scuola.

Studenti fuorisede: detraibilità delle spese di locazione

Per studenti fuorisede, ai fini del calcolo delle spese per l’istruzione detraibili, si intende quelli che frequentano cioè l’Università situata in un comune distante almeno 100 km da quello di residenza e comunque in una Provincia diversa.

Per loro è prevista la detraibilità dall’imposta lorda del 19% dei canoni derivanti dai contratti di locazione.

Puoi detrarre anche le spese derivanti dai contratti di ospitalità, e degli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati dagli studenti con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

La detrazione di queste spese non può superare i 2.633 euro.

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