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Targhe straniere in Italia: i pro e i contro

Avrai sicuramente fatto caso alle numerose macchine con targhe straniere in Italia.

E molto probabilmente saprai anche che il motivo di questo proliferare di macchine straniere non è per ragioni attinenti al turismo nel nostro Bel Paese: infatti, l’avere una macchina con una targa straniera comporta, nella maggior parte dei casi, diversi vantaggi, anche di natura fiscale – ma anche molti rischi! Andiamo a scoprire pro e contro delle targhe straniere in questo articolo.

Le targhe straniere in Italia: qualche numero

In Italia, il fenomeno delle targhe straniere che circolano regolarmente pur essendo di persone residenti in Italia è largamente diffuso: non c’è un numero esatto, ma basti pensare che nel 2017 il numero di infrazioni commesse da auto immatricolate all’estero ammonta a ben 105.982! Una cifra incredibile, specie se si pensa a quante di queste multe sono poi effettivamente pagate: 30.653! Questo significa, quindi, che più del 70% delle multe commesse da automobilisti di veicoli stranieri non viene pagato.

Di quelle 105.982 infrazioni, ben 21 mila circa sono state commesse da auto immatricolate in Romania; 9222 in Svizzera, 8475 in Francia e 7775 in Bulgaria.

Perché molti immatricolano la macchina all’estero?

Usare targhe straniere, immatricolando la propria auto all’estero, è pratica diffusa per svariati motivi: innanzitutto, bollo e assicurazione costano notevolmente meno in certi paesi stranieri (come Romania e Bulgaria). In secondo luogo, le multe in cui si incorre possono quasi essere ignorate: l’iter previsto per la loro notifica e riscossione, quando la targa è estera, è lungo e complicato e spesso non viene portato a termine.

In altre parole, con la targa estera molti ignorano i divieti delle ZTL, dei limiti di velocità e di altre norme del Codice della Strada perché sanno bene che, salvo che vengano colti in flagrante, difficilmente le multe riusciranno ad essergli notificate.

Insomma, assicurazione più economica, meno tasse e multe che non arrivano: ecco perché molti fanno i furbetti.

Il “contro”, tuttavia, è presto detto: il massimale delle assicurazioni stipulate in Paesi come Romania e Bulgaria è ben più basso di quello previsto dalle più costose assicurazioni italiane: questo significa che spesso le vittime di incidenti stradali non riescono ad ottenere l’intero risarcimento che gli sarebbe dovuto.

Ottenere una macchina immatricolata all’estero non è poi cosa particolarmente difficile: su internet esistono numerosi siti che offrono servizi di vario tipo, perlopiù di leasing e noleggio a lungo termine, aventi ad oggetto proprio la concessione di macchine straniere a residenti italiani. Devi stare attento, però: non tutti questi siti internet sono affidabili, spesso richiedono come garanzia l’apertura di un finanziamento e si tratta sovente di società poco solide.

Infine, esistono diversi modi per fare immatricolare la propria auto all’estero, con i vantaggi – e gli svantaggi – indicati in quest’articolo.

Le targhe straniere in Italia ed il codice della strada

Per quanto riguarda il codice della strada nostrano, in merito alle targhe straniere afferma che non si possa utilizzare un’auto immatricolata all’estero su suolo italiano per più di un anno dal suo ingresso, in caso contrario – quindi, nel momento in cui si viene “beccati” oltre tale termine – si può incorrere nel sequestro del mezzo e in una multa che può arrivare fino a 335 euro.

Per evitare tale incresciosa circostanza si deve, dunque, procedere alla re-immatricolazione presso la motorizzazione nostrana, con conseguente rilascio di targa italiana, entro un anno da quando l’auto è stata portata in Italia.

Se il proprietario del veicolo, dopo la scadenza prevista dalla normativa, non dovesse provvedere a cambiare la targa e a pagare le imposte previste andrà incontro al sequestro del mezzo e ad una sanzione che può arrivare fino ai 335 euro.

Targhe straniere in Italia: quando valgono queste norme?

Queste norme valgono, tuttavia, solo nel caso in cui l’automobile sia immatricolata al di fuori dell’Unione Europea: per macchine “comunitarie”, invece, non esiste nessun limite. Proprio per questo motivo molte macchine sono immatricolate in Romania ed in Bulgaria: sono Paesi membri dell’UE ma bollo e assicurazione hanno prezzi davvero irrisori, se confrontati con quelli italiani, e non c’è un limite di tempo per la loro circolazione in Italia.

La domanda che ti starai ponendo adesso, quindi, sarà sicuramente: “Conviene immatricolare all’estero la macchina?”. La risposta che ti do non può che essere di rimanere nella legalità: per risparmiare qualche soldo i rischi sono grossi – in taluni casi persino di carattere penale! – e il gioco, come si dice, non vale la candela.

Inoltre, i “furbetti delle targhe” che non pagano le multe, il bollo e le assicurazioni italiane, più care ma più sicure, fanno i loro interessi a carico della collettività, talvolta persino sulla pelle degli italiani: di certo un comportamento non moralmente irreprensibile.

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