Skip links

Tassazione Separata: come funziona?

La tassazione separata sembra una brutta cosa, ma, in realtà, in molti casi la sua applicazione ci porta dei vantaggi. Se vuoi scoprire come e quali sono questi vantaggi, continua a leggere! 

La tassazione separata consiste in un regime fiscale differente rispetto a quello tradizionale degli scaglioni IRPEFche può essere applicato solo ad alcune tipologie di reddito. È stato previsto per quei casi in cui un determinato reddito viene accumulato nel corso degli anni, senza poter essere toccato, e solo in un certo periodo d’imposta viene infine effettivamente percepito, nel suo totale.

Esempio classico è l’indennità dovuta per il Trattamento di Fine Rapporto (TFR): il TFR si accumula man mano che gli anni lavorativi passano, ma senza che tu ne possa godere; ciò avviene solo, appunto, nel momento della fine del rapporto lavorativo.

Sarebbe ingiusto, a quel punto, applicare gli scaglioni IRPEF tradizionali – con un’alta probabilità di vedere il tuo reddito tassato in uno scaglione “sconveniente”, come quello del 43% – per un reddito che, in realtà, hai messo da parte nel corso di lunghi anni lavorativi e che, se tu lo avessi percepito “a rate”, cioè mese per mese, avrebbe subito una tassazione sicuramente inferiore. 

La condizione fondamentale è, quindi, che si tratti di redditi percepiti una tantum e che, dunque, non presentino il carattere della regolarità. 

Come mai questa tassazione separata per certi redditi?

Possiamo dire che il regime della tassazione separata sia, a tutti gli effetti, un correttivo del sistema progressivo IRPEF.

Come spiegato poc’anzi, sarebbe ingiusto farti pagare secondo un’aliquota molto elevata per un reddito che, per quanto si sia percepito in un solo momento temporale, hai comunque prodotto nel corso di molto tempo.

Il principio è talmente importante che è considerato un pilastro del sistema fiscale italiano. 

Tassazione separata: quanto si paga 

Come dicevamo, non ti si applicheranno gli scaglioni IRPEF tradizionali ma l’aliquota ti sarà, piuttosto, applicata sui redditi prodotti nel biennio precedente a quello della percezione delle somme soggette a tassazione separata.

Quasi sicuramente si tratterà di un’aliquota più bassa di quella che si sarebbe applicata con gli scaglioni IRPEF. 

La formula che devi usare per calcolare l’aliquota da applicare richiede di sommare i redditi delle due annualità precedenti e dividere la somma risultante per due: 

(Reddito anno 1 + reddito anno 2) : 2 

In una delle due annualità non hai percepito nessun reddito? Dovrai allora considerare solo la cifra della seconda annualità, quindi, essenzialmente, inserendo la cifra 0 nella casella della formula destinata a quella determinata annualità.
Se, invece, in nessuna delle due annualità hai percepito un reddito, dovrai applicare l’aliquota IRPEF più bassa. 

Sul reddito così ottenuto si applicano gli scaglioni IRPEF e, quindi, possiamo facilmente sapere anche qual è la tassazione media. Proprio tale aliquota media sarà quella da applicare alla tassazione separata! Non è così complicato, in fondo, no? 

Tassazione separata: conviene? 

Se vuoi sapere se davvero ti conviene la tassazione separata rispetto al regime IRPEF ordinario, basta che prendi la calcolatrice, numeri alla mano, e calcoli quanto dovresti di tasse secondo l’aliquota IRPEF ordinaria e secondo la formula che ti ho fornito qui sopra: la somma più alta sarà, chiaramente, quella da evitare!
Se, invece, vuoi sapere in anticipo se mediamente ti conviene la tassazione separata – domanda più che frequente e legittima quando si compila il 730 – ti anticipo che, nella stragrande maggioranza dei casi, il regime a tassazione separata è vantaggioso. I redditi che vi rientrano, infatti, subiscono, per l’appunto, una diversa tassazione, separata e distinta da quella del reddito IRPEF ordinario, che invece vedrà applicarsi le aliquote standard. L’aliquota della tassazione separata è sicuramente più bassa di quella IRPEF e, soprattutto, non va ad aumentare l’imponibile IRPEF, evitando il probabile passaggio allo scaglione successivo.  

Esistono tuttavia dei casi eccezionali in cui detta tassazione separata non conviene. Un caso pratico è quando nel biennio antecedente al corrente anno d’imposta – in cui si percepiscono le somme che ci interessa tassare separatamente – si è percepito un reddito molto più elevato di quello attuale al punto che, prendendo l’aliquota media di quel paio di anni e applicandola al reddito totale (incluse, quindi, le somme una tantum percepite) dell’anno in corso si pagherebbe di più di quanto si pagherebbe con il metodo tradizionale, perché evidentemente si è, attualmente, nella no tax area anche con le somme una tantum o comunque in uno scaglione IRPEF molto basso.  

Tassazione separata: come si richiede 

Come dicevamo, la tassazione separata è un vero e proprio correttivo del sistema IRPEF; pertanto, la sua applicazione è un’eccezione alla regola, non è assolutamente automatica e deve essere richiesta dai soggetti nelle dovute condizioni. In alcuni casi, questo soggetto è il sostituto d’imposta stesso, che la deve applicare autonomamente. 

Per quanto riguarda, però, noi tutti contribuenti, quando vogliamo chiedere autonomamente il regime di tassazione separata dobbiamo rispettare determinate condizioni: 

  1. Non essere imprenditori. Ciò significa che tutti i redditi prodotti da società o da chi è comunque soggetto all’IRES non possono essere assoggettati al regime di tassazione separata. 
  1. Si deve trattare di somme percepite una tantum, che acquistano rilevanza solo nel momento della percezione. 

Inoltre, le categorie di redditi che possono essere assoggettati a tassazione separata possono essere classificate come segue: 

  1. Redditi da eredità 
  1. Rimborsi di imposte 
  1. Premi riscossi per le assicurazioni sulla vita riscattate anticipatamente 
  1. Plusvalenze su terreni e fabbricati 
  1. Redditi di plusvalenza ricavati da cessioni immobiliari non imprenditoriali 
  1. Redditi eccezionali da lavoro dipendente o autonomo: il TFR, come dicevamo prima, ma anche stipendi o pensioni arretrati. 

Si tratta di numerose categorie che ricoprono una casistica piuttosto ampia, quindi non dimenticarti di usufruire della tassazione separata, che spesso conviene! 

Tassazione separata: il procedimento della dichiarazione 

Il sostituto d’imposta (tuo datore di lavoro) sarà colui che si occuperà, in molti casi, di applicare la tassazione separata per tuo conto. In altri casi, però, dovrai agire da solo: in particolare quando sei un soggetto tenuto alla c.d. ritenuta alla fonte. Questi casi sono i seguenti: 

  1. Ratei relativi allo stipendio da lavoro dipendente e pensioni 
  1. I TFR e i versamenti ad essi assimilati 
  1. Stipendi e pensioni arretrati 
  1. Indennità di fine rapporto in regime di collaborazione coordinata e continuativa, a patto che tale previsione sia stata inserita nel contratto di lavoro relativo. 
  1. Se non sei assoggettato al regime della ritenuta alla fonte, dovrai versare un acconto vero e proprio pari al 20% del totale dei redditi che saranno tassati separatamente. 

Per quanto riguarda i redditi da eredità, vanno tutti indicati precisamente nel modello 730 per la dichiarazione dei redditi e sono tutti soggetti a tassazione separata, come spiegato sopra (si tratta, infatti, di redditi una tantum!). Ci sono comunque delle eccezioni (ad es. i redditi derivanti dall’esercizio di attività professionale del de cuius percepiti dall’erede: questi, infatti, non sono soggetti alla tassazione separata).  

All’interno del 730 ci sono ben 12 codici diversi per identificare i vari tipi di redditi che saranno oggetto di tassazione separata. Per i redditi da eredità, nel quadro D vi è un’apposita sezione in cui inserirli, trovarla non ti sarà difficile. Non dimenticarti, chiaramente, di allegare tutta la documentazione legata al passaggio di eredità! 

L’argomento è tutt’altro che materia semplice, la formula matematica sopra spiegata può apparire ad alcuni complicata e bisogna comunque capire se la tassazione separata ci convenga davvero oppure no. Bisogna altresì capire in quali occasioni si può applicare, come vada richiesta e dichiarata, e così via. 

Insomma, la vita del contribuente è davvero complicata, ma non disperarti: EasyTax Assistant è lo strumento tecnologico che, nel 2018, è ormai un compagno insostituibile del buon contribuente che vuole pagare le giuste tasse, risparmiando un po’ di tempo, energia e denaro grazie a tutte le tassazioni separate, agevolazioni fiscali, sgravi, incentivi e così via che abbiamo a disposizione senza saperlo. Bisogna capirci qualcosa e la semplificazione fiscale è la strada migliore! EasyTax è un’App mobile gratuita, scaricala subito dagli store iOS e Android! 

Leave a comment

Name*

Website

Comment

Scarica GratisScarica Gratis