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Tax free shopping: ecco tutte le cose da sapere

Mai sentito parlare di Tax Free Shopping? Tutti i dettagli in quest’articolo! 

Sei uno di quei viaggiatori che, oltre ad ammirare le bellezze naturali e artistiche del paese visitato, non riesce a tornare a casa senza aver fatto prima qualche acquisto? Allora devi sapere che all’estero esiste un modo per risparmiare: il Tax Free Shopping.

Obiettivo del seguente articolo è farti rendere conto di quanto sia importante informarsi ed essere aggiornati sulla normativa fiscale, spiegandoti cosa è il Tax Free Shopping e quando si applica. Pronto a scoprire tutti i dettagli?

Risparmiare viaggiando: ecco la soluzione

Il Tax Free Shopping (conosciuto anche come Recupero dell’Iva o Acquisto esentasse) consiste nel rimborso dell’Iva locale su prodotti acquistati durante il soggiorno all’estero. Quando può essere richiesto? Direttamente sul posto o una volta rientrati in Italia.

La sua applicazione è finalizzata a stimolare il commercio internazionale, attirare i consumatori e favorire il turismo.

Tax Free Shopping: I paesi interessati

Quando parliamo di acquisti esentasse, ci riferiamo ai Paesi extra UE o Paesi Europei che NON aderiscono all’Unione Europea, come:

  • Andorra
  • Città del Vaticano
  • Islanda
  • Liechtenstein
  • Principato di Monaco
  • Norvegia
  • San Marino e
  • Svizzera.

Gli acquisti fatti all’interno dell’Unione Europea non ammettono rimborso! Nemmeno all’interno delle zone franche degli aeroporti.

Attualmente circa 50 Paesi, tra i 130 che applicano l’Iva, consentono acquisti esentasse ai visitatori stranieri.

La situazione in Italia

In Italia il Tax Free Shopping è possibile solo ai non residenti nell’Unione Europea e presso i negozi convenzionati che espongono l’apposito simbolo. Infatti in tutti i Paesi le merci devono essere acquistate nei negozi che esibiscono il cartello Tax Free o Vat refund.

Prima della partenza informati sulle leggi in vigore nel Paese dove viaggerai e procurati un elenco aggiornato degli uffici Tax Free presenti sul territorio! Infatti i prodotti in vendita, i parametri di spesa, le modalità ed i tempi di rimborso variano da un Paese all’altro. Le merci devono poter essere trasportate nel bagaglio e non possono essere destinate alla vendita.

Tax Free Shopping: alcune eccezioni

In certi Paesi il rimborso si ottiene direttamente in aeroporto o agli sportelli preposti per il Tax refund. In altri, invece, è necessario spedire al negoziante gli appositi moduli Tax Free compilati e timbrati alla dogana, gli scontrini e le fatture.

Per questo è necessario informarsi con attenzione prima della partenza!

Un esempio dei paesi dove è possibile beneficiare del Tax Free Shopping? Australia, Argentina, Corea, Islanda, Libano, Liechtenstein, Norvegia, Singapore, Sudafrica, Svizzera, Thailandia, Turchia e Giordania sono solo alcuni.

Regole d’oro da seguire per il Tax Free Shopping

In generale segui queste semplici regole per non riscontrare problemi:

  • Acquista sempre nei negozi o nei centri commerciali che espongono il cartello Tax Free
  • Chiedi al negoziante di indicarti i punti e le modalità di rimborso (generalmente presso gli uffici doganali degli aeroporti, stazioni, frontiere)
  • Chiedi sempre al commerciante la fattura su cui devono essere indicati i prodotti acquistati con il loro valore comprensivo di imposta versata e i tuoi dati.
  • Timbra il modulo Tax Free o la fattura alla dogana e ricorda che i prodotti non devono essere stati utilizzati!

Rivolgiti sempre a un ufficio che possa aiutarti a gestire la richiesta di rimborso in modo da evitare errori e seguire al meglio le normative specifiche del paese di riferimento.

Inoltre ricorda che la merce acquistata in Tax free shopping va dichiarata all’arrivo, in caso contrario potresti rischiare una multa salata!

In ultimo, ma non per importanza, a partire dal 1° Settembre 2018 è prevista un’importante novità, a seguito dell’adattamento alla normativa prevista con la Legge di Bilancio 2018, riguardante la Tax Free Shopping.

Infatti al rientro dalle vacanze estive scatterà l’obbligo di emissione della fattura elettronica per gli acquisti di beni effettuati nel nostro Paese eccedenti la soglia di 155€.

Tax Free Shopping e fattura elettronica

Chi riguarda la fattura elettronica? Le cessioni di beni ad uso personale o familiare effettuate a individui residenti in Paesi extra europei per importi superiori a 155 euro lordi come ti ho accennato. Per queste vendite e beni trasportati nei bagagli non è necessario pagare l’IVA. Una novità è senza dubbio l’aggiornamento del software Otello 2.0.

Otello 2.0

Sai già di cosa sto parlando? La determinazione n. 54505/RU spiega tutte le modalità di utilizzo di questo software per l’emissione di fatture elettroniche degli aqcuisti Tax Free Shopping e la trasmissione dei dati all’Agenzia delle Dogane e delle Entrate.

Certo, la normativa entrerà in vigore dal 1° settembre 2018, eppure potrai utilizzare anche prima se vorrai. In questo periodo di transizione sarà possibile usufruire di un ghiotto vantaggio: l’emissione di fatture cartacee. Quando vanno presentate queste ultime per il visto? Entro il terzo mese successivo alla data d’acquisto.

Fatturazione cartacea

Le fatture in formato cartaceo vanno effettuate come sempre, senza modifiche:

  • con la vecchia versione di Otello per l’uscita dagli aeroporti di Malpensa e Fiumicino
  • con il timbro “conalbi” negli altri punti di uscita.

Dal 1° dicembre 2018 non sarà più possibile utilizzare la vecchia versione di Otello e nemmeno ricorrere al timbro suddetto per le fatture emesse da cedenti italiani. Il timbro sarà valido solo per fatture emesse da cedenti UE non stabiliti nel territorio italiano.

A partire dal 1° dicembre 2018, invece, non sarà più possibile l’utilizzo della vecchia versione del software così come non sarà più ammesso il visto con timbro “conalbi” per le fatture emesse da cedenti italiani presso tutti gli altri punti di uscita.

Il timbro potrà essere utilizzato solo per l’apposizione del visto su fatture emesse da cedenti UE non stabiliti nel territorio italiano, se ne ricorrono le condizioni.

Quali dati bisogna trasmettere con la fattura elettronica?

La DD pubblicata il 23 maggio 2018 ci comunica che sarà necessario trasmettere un messaggio con i dati della fattura per il Tax Free Shopping e riceverai un codice di risposta. In questo modo sei certo che il sistema abbia acquisito la fattura e potrai stare tranquillo.

Tutto chiaro fin qui? Ci sono tante cose da sapere riguardo il Tax Free Shopping ma spero di averti dato abbastanza informazioni da dissipare eventuali dubbi.

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  1. Canone Rai: davvero è obbligatorio? Scoprilo subito qui! | EasyTax Assistant - Blog
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    Mendelssohn Rodrigues says:

    Ho fatto acquisti da zara, e mi è stato chiesto se dovessi cambiare qualcosa di tornare nello stesso negozio è portate con me tutti gli articoli acquistati perché per fare per semplice cambio mi dovevamo rimborsare tutto e farmi pagare tutti di nuovo, non capisco il senso della fosa poiché riaccredito sulla mia carta mi arriva 5 giorni dopo mettendomi in difficoltà, inoltre fa zara non mi permettono acquistare in differenti negozi e poi fare il tax Free in un solo negozio.

  3. Salve,
    avevo bisogno di un’informazione.
    Conosco un ragazzo palestinese che vorrebbe comprare un pc dall’Italia, è anadato in negozio e gli hanno detto che il rimborso della tax free verrà fatto nell’aereoporto del proprio paese. Ora il problema è che in Palestina non c’è nessun aeroporto.
    Mi sapreste dire cosa si può fare, e se ci sono altre procedure per lo sgravio dell’IVA?

    Grazie

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